Mafalda


Sono le nove in punto,scendo dalla macchina e mi dirigo verso il pub,il mio compagno è li accanto a me.
Questa sera non mi va proprio di festeggiare la fantastica gloria del solito biondino dalla faccia da coniglio.
Guardo l’ora,tic-tac,sono un po’ in ritardo tra un secondo arriveranno una valanga di sms. Ancora un secondo una sigaretta prima di entrare e poi ci butteremo nella fossa dei leoni.
Il mio compagno,Dylan,bellissimo nel suo cappotto nero e jeans,apre la porta. Ci lanciamo uno sguardo complice ed entriamo. Gli altri ci fanno segno con la mano,i nostri posti soli ad aspettarci, prenotati da più di una settimana. Ovviamente.
Ci sediamo uno difronte all’altro: “che diavolo ci facciamo lì?” Saremmo potuti restare per i fatti nostri.
Ordiniamo due birre grandi, magari l’alcol ci scioglierà un po’ e ci farà sembrare meno lobotomizzati i nostri amici di tavolo.
Inizio una stupida conversazione con la ragazza che mi sta vicino,ha 23 anni,due meno di me,sembra ne abbia 15. Ci provo, faccio la simpatica. La strangolerei. Il mio compagno da dietro il suo bicchierone mi osserva, se pur esternamente tranquillo,dentro si sta ammazzando di risate. Mi conosce troppo bene è sa leggere fra le righe, mi viene in soccorso e si unisce alla conversazione: quanto è dura la vita per una bimbetta viziata di 23 anni. Poverina è andata in ferie solo 3 volte quest’anno.
Le sto per mollare una testata, io che non riesco ad arrivare a fine mese se non fosse per il mio compagno.
La serata sta volgendo verso il termine, ma arriva il colpo di scena. Il ragazzo di una mia amica forse per l’alcol,forse per la stanchezza o per il criceto obeso che ha in testa, si fa uscire una frase davvero infelice.
“Sai Mafalda”,che poi sarei io, “complimenti per la scollatura è impossibile guardarti in faccia”.
Tutti si pietrificano,la ragazza inizia a lanciarmi missili intelligenti con gli occhi. Il mio ragazzo inizia a scuotere la testa, alcuni azzardano un risolino nervoso. Ed ora che diavolo faccio? “Ma va al diavolo idiota”, penso. “E’ una scollatura modestissima, sì ho un bel seno, ma mica sono nuda e poi sei l’unico ad aver sbavato tutta la sera non sarà che anziché la mia scollatura ad essere larga è il tuo cervello ad essere ristretto?”.
Questo è quello che avrei voluto dirgli, ma la sua ragazza stava per mettersi a piangere. Guardo Dylan e nei sui occhi leggo tutta la sua solidarietà. Quello che dico al tipo lobotomizzato è solo che non mi sembra ci sia molto da vedere, basta solo guardare da un’altra parte considerando che è seduto in fondo. Dall’altra parte del tavolo.
Dopo questo simpatico scambio di idee, finalmente siamo usciti da quel locale.
Ci siamo diretti verso la macchina, con Dylan che tentava di consolarmi per quello che era successo. Diceva che ero bellissima e che non avevo nulla di cui vergognarmi.
Ho finto che fosse tutto apposto, ma la sensazione di fastidio e disagio mi ha accompagnata per tutta la sera.

Vabbè domani è un altro giorno magari sfodero il mio sexy burqa.



3 Commenti per “Mafalda”

  1. Gianfranco Says:

    Che serata, e non serve dire che era meglio starsene a casa. Qualche stupido all’opera prima o poi lo si incrocia.
    Vedo che sei partita benissimo, tre giorni, tre post. Mi raccomando però, non ti stancare!
    Perchè ti ha chiamato Mafalda, non ti chiami Fra?
    Ciao.

  2. Fra Says:

    il nome mi e venuto in mente questa notte,forse perchè ho letto dylan dog prima di andare a nanna.Si cmq mi chiamo fra.

    ps:grazie sei sempre carino:)

  3. Fra Says:

    Da questa storia ho omesso di dire che c’era li con me un altra mia amica imbucatasi alla festa assieme e me e il mio ragazzo che mi ha dato tutto il suo appoggio mettendo in bella mostra il suo decoltè.

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