Fotografia di un deserto Afgano


Fotografia di un deserto Afgano
Sovraesposizioni confidenziali

Com’è pesante lo scialle del dolore
pieno di scritte nuove, sui ricami
intrecciati dalla seta,
colorata dal sangue della portinaia.

La figlia di Dio alita sui fuochi fatui
pestando questa terra acciottolata
invasata da uomini,
ricca di benpensanti ciottoli

La figlia di Dio lancia anatemi di guerra
l’uomo medicina semina idee salvifiche
su nuove e vecchie immagini
che arrivano da una terra troppo lontana.

Le interpretazioni univoche sbiadiscono la carta
si manifestano nella didascalia dell’uomo teologia.
Donne dagli occhi rossi e occhiaie di silenzio
e rughe di pena senza ombra di sogno

Storie senza sorriso e spose vestite di rosso
accecano le dissertazioni dell’uomo filosofia
in clima di ossa arenate in duplice pianto
quando il candore muore sulle grinze della pelle

Non ci sono veli a coprire il volto pagante
con quattro miseri soldi l’uomo della giustizia
tra le dune di sabbia gli scorpioni corrono
sulla rena bombardata tutta la pena degli uomini.

E tu August dove sei?

Guarda come vola bugiardo
l’uccello della compassione
travestito da figlio di Dio.

Lo vedi August come hanno lasciato i nostri debiti alle tue spalle?

Cento anni e ancora sette e non è cambiato niente.
Mi stanno vendendo sogni
e scarpe strette con cui andare
per un dove non so dove
indietro e incontro al tempo contemporaneamente

per scivolare dentro la sorgente del male

Sembra un lancio di vita questa sofferenza
incorniciata alle pareti
Sembra un volo di polvere questo burka candido
mimetizzato nell’ombra bianca di un arroventato silenzio
Sangue di Kandahar nel tramonto
e un otto per mille da donare
per queste bugie travestite di carità cristiana

Hai ancora dubbi August?

Silenzio

Non dici nulla August?

La vedi la domanda trasfigurarsi in risposta
nell’ennesima fuga della figlia di Dio?

Lo vedi? C’è sempre una moneta piena di sogni
sopra una cambiale vera e ancora un pagherò
che pagheranno i figli che abbiamo dimenticato

e scivola

scivola sulla duna
il piede di un tramonto.

Percorsi e riflessioni tra sogno e realtà in compagnia di Strindberg.

di Raffaela Ruju (che ho l’onore di avere come amica)



2 Commenti per “Fotografia di un deserto Afgano”

  1. raffaela Says:

    Un onore per me stare in queste pagine vere. grazie. un bacio Raffaela

  2. l'incarcerato Says:

    Complimenti per la poesia della tua amica! Veramente stupenda, non posso dire o aggiungere nulla. Ho lasciato solamente questo commento per testimoniare la mia impressione su questa intensa poesia!

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