Quando la piazza tira


Photo from La Repubblica - Edited and Copywrited by Ska & Fra

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Approfitto di quest’ora d’aria per scrivere un po’. Ultimamente ho trascurato il mio blog e il mondo telematico in genere a causa dei soliti imprevisti che ultimamente sembrano rincorrermi, modello ottava piaga d’Egitto.

Il periodo non è dei migliori e di cose da dire me ne escono talmente tante che non so da dove iniziare. La manifestazione del PD. Veltroni come Massimo Decimo Meridio, avrebbe dovuto gridare dal pulpito “scatenate l’inferno” ed i panni del finto gladiatore nell’arena gli sarebbero calzati a pennello. Speriamo che non vada in vacanza e continui a fingere opposizione.

La Gelmini che invece sembra simulare un diaologo poi sberleffa tutti e continua imperterrita nel suo piano di conquista del mondo genere Mignolo e Prof. Gli universitari, i ricercatori e gran parte del mondo scolastico continuano a scendere in piazza, anche se ancora troppi non sanno di cosa si stia parlando. Imitano gli struzzi fingendo che il problema non esista ed anzi che preroccuparsi del loro futuro sono afflitti per le sorti di Ciavarro sull’isola dei Famosi.

Ma sì, in fondo ridiamo sopra: il nostro è il bel paese, la gente va in giro in vespa, alza i calici, balla la taranta sotto casa e si fa una doccia fredda nella fontana di Trevi stringendo la mano a camorristi e criminali. Tutto va bene non ci sono problemi. Se non fosse per quei rompiscatole dei magistrati, degli ambientalisti, di chi si lamenta per un mondo migliore. In fondo cosa c’è che non va, forse in America fanno anche presidente uno di colore, più avanti di così.

E poi c’è il black berry, l’I-pod, l’I-phone e tante altre cose belle. Perchè parlare dei bambini appena nati che dormono nei cassonetti, forse è per questo che a scuola nessuno vuole sedersi vicino agli albanesi. Per forza: non si lavano. Che schifo, il nostro è un mondo civile, mica possiamo aprire le nostre classi a chiunque.

Io continuerei per ore, ma non vorrei annoiarvi con la parte della solita polemica.
Anche perchè, a dire il vero, questa 133 non è che l’ho capita un granchè. Mi informerò più avanti.
Ora guardo la Talpa.



3 Commenti per “Quando la piazza tira”

  1. l'incarceratoNo Gravatar Says:

    Allora informati che aspetti!
    So che tu vorresti fare la ricercatrice…a primavera intanto licenziano i ricercatori precari.
    Guarda io ho fiducia nel movimento, però poi c’è sempre qualcuno che deve giudicarlo, anche a sinistra, e dire quello che deve fare mentre per 30 anni(aparte il grande capitolo dei no-global) non hanno fatto niente!

    Un grande abbraccio!

  2. chiaraNo Gravatar Says:

    :???: il periodo non è dei migliori puoi dirlo forte…sento un grande senso di instabilità, però sapere che almeno qui tra i blog trovo condivisione mi tira un pò su di morale…un baciotto

  3. l'incarceratoNo Gravatar Says:

    Hei!
    Ma ci sei si! Attendo tue notizie!

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