Tags: vita quotidiana
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on venerdì, novembre 28th, 2008 at 20:47 and is filed under Italian history X.
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Passato e presente senza futuro
Giorgio da 24 anni vede sempre le stesse 3000 facce, si sente al sicuro nel suo paesino con i soliti amici e la solita routine.
Da due anni si alza tutte le mattine alle sei per andare a lavorare a 15 km da casa. Il lavoro non lo gratifica un granché, ma glielo ha trovato un’amica di famiglia. Aveva considerato anche la carriera militare, ma non ha retto. Quindi si accontenta. In fondo si sa, da quando ci sono tutti questi extracomunitari a togliere lavoro è difficile per un giovane e volenteroso italiano trovare il posto fisso.
Il sabato ripete la stessa routine con gli amici di una vita: pizza, discoteca e alcol a fiumi. Lui è un bravo ragazzo a casa non beve mai, ma un pò di svago con gli amici che male fa.
Sono tutti ragazzi seri, d’altri tempi. Sì hanno qualche tendenza estremista, ma in fondo sono giovani. E poi ci vuole qualcuno che gliela canti a questi immigrati di merda.
Giorgio è l’orgoglio dei genitori. Il padre impiegato al comune e proprietario terriero non è mai a casa, ma la sere parlano un sacco di fronte alla tv. Commentano ogni notizia del telegiornale e gli racconta di quando gli italiani migravano all’estero. Mica erano così incivili. Dovevano fare le visite mediche ed avere un lavoro, noi sì che eravamo gente seria, mica come questi che portano droga, prostituzione e malavita. La madre casalinga, che a definirla “ottusa ignorante” le si fa un complimento, sta tutto il giorno a parlare con “la Maria”. Non quella della sfera celeste, ma quella di Canale 5. Parla, parla e aspetta la catastrofe da un momento all’altro perchè si sa, questo paese è allo sbando con tutti gli stranieri che ci sono in giro.
A completare il bel nucleo famigliare c’è una sorella ventenne che ha rischiato l’anoressia, è annoiata della vita e vive imitando Paris Hilton.
Tutti vivono assieme, ma ogniuno vive dentro se stesso. Nessuno si accorge che in camera del figlio ci sono effigi del duce e di Hitler, nessuno si accorge di quel marchio sulla pelle. Ma si sa sono ragazzate, chi sa dove le ha prese certe idee. Perchè fargli notare che osanna degli assassini? Siamo nel 2008 bisogna, guardare al futuro.
E ‘ora di cena.
“Shhh! Accendi la tv.”
8 Commenti per “Passato e presente senza futuro”
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novembre 29th, 2008 at 09:12
Bello quello che hai scritto.Purtroppo è il ritratto di molte famiglie.Purtroppo.QUesto è un mondo di plastica, dai rapporti virtuali, alla televisione,ai cibi, e ai valori fasulli.
Ci siamo dentro tutti, chi consapevole chi no, ma ci siamo dentro.Un saluto caro
Holden
novembre 29th, 2008 at 10:13
No, io non ci sono dentro. Non mi immischio con queste famiglie qui.
Anzi, io me ne sono allontanato di proposito.
Che schifo! E quante ce ne sono…
novembre 29th, 2008 at 13:58
ps volevo ringraziarti per i tuoi commenti sempre più preziosi.
Perchè siamo così in pochi?
novembre 30th, 2008 at 00:16
@holden: grazie
un abbraccio
Rendersi conto di esserci dentro è già un inizio c’è la sto mettendo tutta per vincerla questa vita di plastica
@incarcerato:non siamo così pochi è solo quello che vogliono farci credere
dicembre 3rd, 2008 at 13:25
La tipica famiglia italiana…
Che tristezza
Ciao Fra! Sono tornato
dicembre 13th, 2008 at 01:31
Gran bel post…
se ti va, e se non lo conosci già, ti consiglio un bel libro: “il fasciocomunista” di Pennacchi.
un bacio
dicembre 23rd, 2008 at 11:49
Cara Francesca, visto che non aggiorni più il blog vedo che sei occupatissima! Allora sono passato per augurarti di cuore un buon anno. Si spera veramente buono.
Un abbraccio adorabile testa di capra!
dicembre 23rd, 2008 at 11:50
ps Pennacchi te lo consiglio pure io!
Un gran bel libro!Pennacchi è uno dei migliori scrittori in circolazione!