Anime nere


Finita la mimosa e le rose rosse si ritorna alla routine.

La cena da mettere in tavola, il bucato da stendere, tuo figlio che ti vomita tutto il suo disprezzo e le grida  furiose dell’uomo che hai scelto come compagno.

Questa è la vita della mia vicina di casa. O perlomeno la immagino così.

Sono seduta davanti al computer e sento un rumore sordo dal piano di sopra, sobbalzo e corro dal mio compagno. Sguardi preoccupati. Ascoltiamo le sedie sbattute rovinosamente a terra da i nostri vicini, che sono nuovamente ai ferri corti. Non sappiano di nuovo cosa fare. I muri sottilissimi ci rendono spettatori involontari di queste liti sempre più frequenti.

Lui grida. Una bestia furiosa che spazza via ogni risposta, ogni confronto. Lei lo segue come una geisha fedele dai piccoli passi e dai gesti soavi. Poi i passi di lui. Le grida. I pugni sul tavolo. Il mio terrore è quello di vederle impresso sul corpo la firma di lui dal violaceo colore di un amore tradito.

Congetture, forse sono solo congetture le mie. La incontro sul pianerottolo, ma quasi non mi rivolge parola: i panni sporchi si lavano in casa. Quella chiamata ai carabinieri che non so mai se fare.
Un uragano che si conclude in pochi minuti, con lei che se ne va da casa sua e lui che come un bambino si rifugia nella telefonata ad un amico.  La sua voce sembra quasi rotta dal senso di colpa e come il predatore che assapora quella prima, piccola, gustosa goccia di sangue, in estasi inebriato della propria grandezza affonda il morso fatale.

La preda cade immobile al suo volere, non più memore della propria coscienza di essere umano. Di donna, di madre.

Vorrei stringerla, dirle che può mandarlo al diavolo. Ma lei la signora del piano di sopra, se ne va nel suo impermeabile di velluto nero, con un ennesimo fallimento che non vuole ammettere, con una altra frattura dell’anima  già segnata da un divorzio.

E se ne va tra la folla, mischiando la sua disperazione alla solitudine di altre mille anime nere.



5 Commenti per “Anime nere”

  1. l'incarcerato Says:

    Cara Fra, quello che hai raccontato mi fa tanta rabbia. Soprattutto perchè mi riguarda da vicino, mi hai fatto riaffiorare brutti ricordi.

    Quante donne, mamme, mogli che fanno una vita infelice perchè hanno un marito violento, il classico padre padrone. E queste sono donne che a forza di vivere in quella maniera, diventano prive di carattere, non hanno più la forza di reagire e addirittura, e te lo dico con cognizione di causa, pensano che sia normale e non sentono più nessuno.

    Lei probabilmente non ti ascolterà nemmeno…

    ps per quanto riguarda ciò che hai scritto nel mio blog, quello che dici riguarda anche me. Non so se sarei capace di manifestare schivando i proiettili…

  2. Miss kappa Says:

    Io le parlerei. Le direi che sento, mio malgrado, attraverso i muri sottili. E che non posso far finta di nulla. Probabilmente, anzi, qusi sicuramente, troverai un muro. Ma almeno non potrai dire di non aver tentato. Però il fatto che lui la lasci andar via mi fa ben sperare. Forse è solo un gioco delle parti. Io e mio marito, che ci amiamo tantissimo, abbiamo avuto delle liti feroci, dove le urla si sprecavano e le sue erano superiori alle mie, per via del suo vocione.Ma io sono stata sempre molto incisiva, anche a voce più bassa, Quelle liti non hanno minato nulla, anzi, hanno rafforzato il rapporto. Difficilissima situazione la tua.

  3. Fra Says:

    beh si le liti ci stanno anche io sono molto “passionale”. Però sento nella voce di lui una violenza che mette i brividi, non so come spiegarlo altrimenti. Prima li sentivo più sporadicamente ora con una frequenza sempre maggiore. Per quanto riguarda lei di suo mi sembra molto riservata non mi sono mai fermata a parlarle se non in modo molto superficiale. Non so proprio come comportarmi, non è il massimo dirle “ciao come va, ma il tuo compagno ti maltratta”?

  4. l'incarcerato Says:

    Allora, se le liti sono di tutte e due, va bene! Ma se è unidirezionale, e quindi c’è solo una persona che subisce,quello è il discorso che facevo prima…

  5. Fra Says:

    Ovviamente io non sono in casa con loro ma a me da quello che sento da l’idea che lui le urli addosso e che lei subisca. Non so le abbia messo le mani addosso ma non mi sembra una lite alla pari. Però come dicevo prima non saprei come introdurre la cosa.

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