Le foglie


Sei li seduta.

Ti guardi attorno, dovresti sentirti diversa. Ti muovi nel mondo sempre nel medesimo modo. Bevi il solito caffè nero, fai le solite faccende, guardi le solite riviste, vai nei soliti negozi. Niente. Cambi il colore delle tende. Arancione.

Forse una nuova luce, un nuovo colore. La prospettiva diversa, magari, forse. Niente tutto uguale. Stesse inquietudini. Stessa voglia di spaccare il mondo, stessa paura che tutto vada storto.

Il vento fuori soffia forte, i rami si piegano così tanto che sembrano implorare il tuo aiuto. Le foglie danzano sull’asfalto nero e freddo. Anche loro sono sole, girano in un vortice, non possono opporsi.

Tu sei li con la tua voglia di fuggire, di cucinare un nuovo piatto di gettarti in una nuova vita.

Una nuova sigaretta, il fumo ti picchia in gola. Per un poco non pensi a nulla. Poi ti siedi fissi lo schermo nero dalla televisione. Cosa dovresti fare ora. Ti avevano detto che ti saresti sentita diversa piena di energie.

Sei solo arrabbiata. Le solite voci amiche, quelle che sanno, cercano di incoraggiarti, di farti capire quanto chi doveva giudicarti sia stato piccolo e provinciale. Tu sai che è vero. Ma quella rabbia, quel morso allo stomaco.

Dov’è il carro della vittoria che ti avevano promesso?

Tu sola immobile  aspettando che  uno tsunami ti travolga  in piena. Dove è andata la tua solita grinta in quei quaranta minuti?

Non c’è gloria non c’è soddisfazione. C’è solo tanta rabbia.

Il vento continua a soffiare, le foglie continuano a danzare. Lui forte le sparpaglia le fa cadere, loro saltano da una parte all’altra ma mai si rompono. Cadono, si bagnano ma mai si spezzano.

Le foglie.



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