Archivio di 'Quello che le donne direbbero'

Un altro lunedì

Author: Fra
11 17th, 2008

E’ di nuovo lunedì, la sveglia suona un ora dopo. RITARDO.

Doccia di corsa, caffè, armatura e sono pronta per questa giornata.

Qualche viso sorridente, notizie non troppo brutte, la colonna sonora del mio mp3 fatta ad oc, il sole alto in cielo e questa giornata non mi sembra poi  così dura.

Rinvigorita da un fine settimana all’insegna di carezze e libri vedo tutto sotto una nuova luce, tornano l’ottimismo e la grinta che crerevo sepolte sotto le macerie di questi ultimi e pesanti mesi.

Merito anche del libro nel quale mi sono persa, il mio lato romantico si sente veramente appagato.

Oggi mi sento felice, e quando sono così la mia testa non è di questo mondo. Buon segno per me un pò meno per chi capita sul mio cammino. Un po’ svampita, viaggio su altre frequenze. Che bello, mi sento così leggera, così buffa. Devo dire che l’aver dimenticato di pettinarmi i capelli aiuta.

Mi sto concedendo un pò di relax post pranzo: caffé sigaretta, studio e poi libreria. Voglio il continuo del libro che ho appena letto letto.

Ebbene si, sono vittima della quadrilogia di Stephenie Mayer. Tutta colpa della mia amica. Dice che leggo libri troppo pesanti, troppo tristi allora mi ha lanciato questa sfida. Bene, l’ho persa clamorosamente, ho divorato Twilight in un giorno. Voi però non diteglielo altrimenti si monta la testa.



Et voilà

Author: Fra
11 10th, 2008

Gentili telespettatri ritorno a pieno titolo tra voi, so che le vostre giornate senza di me cominciavano a perdere il loro senso. Tranquilli sono tornata.

In questo ultimo periodo di cose ne sono successe. Come non parlara della grande vittoria di Obama e dell’immancabile gaffe del nano che guida il nostro paese, non chè della sindrome alla pipo Baudo dei vari partiti :”l’ho scoperto io” , “sè pare vero…”.

Gran cosa quella di Obama, ora però, passato il fine settimana della sbranza euforica andrei avanti. La novità deve diventare un dato di fatto e poi non aspettiamoci miracoli in fondo restano sempre americani, di certo non procederanno al disarmo ne tanto meno sarà risolto il problema della fame nel mondo. Certo è, che sentire la parola gay nel primo discorso ufficiale, un luccichio negli occhi lo  fa venire. Miracoli non me ne aspetto, spero che facciano del loro meglio,  non saranno filantropi , basta solo che non ci schiaccino del tutto.

Poi che altro dire ,risolta la questione Alitalia , ma i piloti sono in sciopero- a voi lo confesso non è che ci abbia capito molto- ne sarà contenta Al Qaeda citando Gasparri.

La Gelmini continua a fare la calza in ministero e tra una sferruzzata e l’altra distrugge la scuola senza il minimo senso di colpa. Le proteste ora mai sono sempre più rade e come la migliore tradizione italialiana degli ultimi anni, qualche lamentela in un primo momento ma poi basta cambiare canale e tutto passa.

Io non lo so che cosa serva per svegliare veramente questo paese narcotizzato.

Vorrei alzarmi una mattina, sentire una gran confusione salire dalla strada e vedere tutti uomini, donne , bambini , giallli , verde e blu che chiedano giustizia per i loro diritti , che chiedano un paese migliore. Lo so la pizza di ieri sera era pesante e forse la mia sbronza euforica del fine settimana ancora non l’ho smaltita del tutto.



Donami un sorriso

Author: Fra
09 21st, 2008

Semplice ottimismo.

Questa mattina al mio risveglio, difronte ad un triplo caffè, per la prima volta dopo settimane terrificanti mi sono sentita fiduciosa, ottimista.

Non sto ad annoiarvi su quanto gli avvenimenti di questi ultimi mesi , abbiano messo a dura prova il mio ottimismo. Serie di eventi sfortunati si sono intrecciati minando il mio già precario equilibrio psichico e in alcune occasioni lasciandomi stesa a terra, contusa, ferita e dolorante. Un angelo ti porge la mano, un buon libro ti fa sognare e le immancabili colonne sonore dei miei umori mi davano la forza di leccarmi le ferite.

Ripartire, nuovi passi, una nuova vita. Questo quello che ti ripeti e in cui cerchi di credere. Non cè la faccio più , l’unica nenia che ti pulsa in testa.

Poi però arriva un giorno come oggi: il sole, la brezza autunnale, un sms che ti fa ridere di gusto e allora pensi che magari si può fare, decisamente passerà questo periodo un pò strano, puoi superare anche questa e allora mi affaccio alla finestra guardo i miei fiori e mi regalo un sorriso. Tutto per me e per la mia stana, complicata e splendida vita.



08 24th, 2008

Il vento che soffia tutta la notte, lui che come un cucciolo si agita nel letto. E’ mattino e con qualche moina riesci a farti preparare la colazione. Una doccia per avviare la giornata. Un sorrisetto che ti si stampa in faccia e non ne conosci la ragione. Visita al piccolo balcone, nonché l’unico del nostro bilocale, per salutare la mia piccola giungla.

Lui che armeggia con la Play che non vuole più funzionare. Io che sono indecisa tra mare e studio, la scelta sembra facile. Vince il compromesso.

L’idea di un gustoso pranzetto tutto per noi, viziarti mi piace. Essere viziata è ancora meglio.

Ricevere i complimenti per il nuovo costume, fingo imbarazzo ma è divertente.

Sentire i sui occhi che mi osservano quasi di nascosto mi affascina.

Dedicami ancora una canzone in questa nostra domenica.



Ancora cinque minuti

Author: Fra
07 24th, 2008

Questi giorni non va proprio, ho la testa alquanto incasinata e vi ho un pò trascurato.

Avrei tante cose da dire, ma finirei col fare una sorta di elenco della spesa delle cose che in questo periodo stanno tenendo impegnata la mia mente , portandomi ad una sorta di distaccamento della realtà.

Potrei parlarvi dell’incostituzionalità del lodo Alfano, ma a dirla tutta non ne sono in grado quindi lascio agli esperti l’ardua sentenza. Da popolana mi limito a dire che stiamo veramente toccando il fondo, sfoderò tutta la mia retorica dicendo che stanno conducendo l’Italia sul baratro e che se non facciamo qualcosa gliela serviamo su di un piatto d’argento.

Se invece la mandiamo sul personale potrei raccontarvi che sto preparando il mio ultimo esame, facendo una fatica bestiale data la stanchezza del periodo, potrei anche dirvi che tra un ora verranno a farci visita i miei suoceri, con quasi 10 ore di macchina a seguito.

Potrei raccontarvi che come mi capita spesso sto pensando di dare una svolta alla mia vita, magari cambiare città, ma questa è un altra storia.

La verità miei cari, è che sono stanca ed avrei voglia di staccare la spina da tutto e tutti fare una lunga passeggiata ed una bella nuotata al mare pensando solo a me.



Bambole d’oro

Author: Fra
07 16th, 2008

figlie del bangladesh

Il Bangladesh, terra controversa di fede islamica dove le madri vendono i propri figli e i bordelli- legali- sono all’ordine del giorno.

Le condizioni igeniche scoraggiano anche il più temerario turista sessuale, infatti qui i principali clienti sono gli abitanti del posto, che con qualche spicciolo si concedono poche ora di lussuria.

All’interno dei bordelli vivono delle intere generazioni di donne, marchiate col fuoco della povertà e del piacere altrui, che vengono rifiutate dalla vita pubblica così come le loro bambine, figlie del peccato, costrette a percorrere la stessa carriera. Quella che si instaura è una catena destinata a non rompersi in cui le più giovani mantengono le più vecchie.

L’età minima per prostituirsi sarebbe di diciotto anni, di fatto le prostitute bambine sono la regola. Pensate che una quattordicenne più chiedere ben 100 taka, una vera fortuna. La purezza e i sogni di una bambina valgono al massimo 95 centesimi, è questo il corrispettivo in euro.

Prostitute bambine,l’oro del Bangladesh, in una mano tengono stretta una bambola di pezza e nell’altra i pochi soldi da inviare alle famiglie.

Il traffico di donne e bambini per lo sfruttamento sessuale ha coinvolto trenta milioni di persone negli ultimi trent’anni. Il dato è purtroppo destinato ad aumentare, i papponi solitamente albergano in quella che è la classe politica e dirigente.

Stanno nascendo delle associazioni che tentano di sovvertire il destino dei bambini dell’oro ma il traffico di schiavi del sesso ha radici molto profonde e trae la propria linfa dalla perversione e dall’avidità degli uomini.



Danza alla luna

Author: Fra
07 13th, 2008

Abiti lisi, scarpe tenute dal nastro adesivo,una vecchia borsetta nella quale porta tutto il suo universo femminile, capelli corti sui quali indossa dei buffi cappellini ed un sorriso dolcissimo che non nega mai a nessuno.

La incontro spesso per strada non so il suo nome, ogni ruga del suo volto racconta una storia . Quando passa per strada, muovendosi come uno spiritello con l’immancabile sigaretta tra i pochi denti, tutti la guardano come un appestata, la evitano schifati guardandola dall’alto in basso e lei per tutta risposta fa un inchino e gli regala qualche passo della sua danza.

Solleva un pochino le vesti, come una damina dell’800, ed inizia la sua danza, non c’è nessuno strumento che suona, ma se si sa ascoltare le note arrivano al cuore. La mia amica che danza alla luna, che sa regalarmi un attimo di pura libertà, oggi il mio pensiero va a lei che quando sono la fuori non mi fa sentire sola.



Lupo solitario

Author: Fra
07 10th, 2008

Avevo otto anni, quando andai per la prima volta al Parco Nazionale d’Abruzzo . Quel giorno accadde una cosa che mi segnò per tutta la vita.

Guardavo questo parco immenso, verde, in una radura riuscii a vedere un branco di lupi. Erano stupendi, forti,uniti, fieri. Quell’animale selvaggio entro nel mio cuore per non uscirne più.

Qualche ora più tardi ci portarono in un rifugio, una specie di zoo, se chiudo gli occhi vedo ancora le immagini nitide, chiare il respiro si ferma per un secondo. Quegli occhi persi nel vuoto mi fissano, ma in realtà stanno attraversandomi vanno a quelle montagne che da tempo non vede più. Forse non le ha mai viste, quel lupo dal pelo opaco, che non sa più ululare, che vive in uno spazio di due metri. Forse non ricorda le sue montagne, ma c’è qualcosa dentro di lui che gli dice che è in gabbia e che è un lupo solo a metà, forse non lo è mai stato.

In Italia stanno accadendo cose strane, ci stanno facendo credere che va tutto bene, qualche malumore ma una pacca sulla spalla un bel sorriso ed è tutto risolto, siamo tutti amici.

Ci stanno facendo credere che siamo liberi. Noi non siamo liberi, è vero non vediamo le maglie metalliche della nostra recinzione, non le percepiamo fino a che qualche testa calda non ci sbatte contro. Quel rumore metallico, le zampe che scavano, riportano qualcuno alla realtà. Allora la rabbia si fa più forte, ti avvicini alla rete, ti senti braccato, corri, tiri calci, combatti con tutte le tue forze per uscire dalla recinzione. Ma le guardie del parco sono furbe, sanno come fare. Basta un sedativo, la bestia cade a terra inerme. Basta allontanarla, gettare gli ossi agli altri, la rivolta è sedata.

Ancora una volta abbiamo perso possibilità di ululare ululare.



libertà in catene

Author: Fra
05 12th, 2008

Dopo un lungo week-end di totale astinenza da schermo e tastiera eccomi di nuovo qua, che tento di fare il bilancio di questi giorni.

Oggi non vi annoio con i soliti discorsi sul sole, o su quanto sono fuori di testa questo periodo. Il tempo credo segua l’andamento della cara penisola e che sono fuori di testa credo si sia capito da un po’.

Oggi facendo salti di pensiero vari, mi capita spesso di perdermi, pensavo al concetto della parola libertà.

Ma poi che significa?

Siamo veramente liberi?

Sono discorsi da folli?

Non lo so. Quello che credo è che, giriamola come vogliamo, anche la persona più disinibita se pur in maniera inconscia si comporta seguendo delle regole: sociali; civili; morali .

Facciamo i rivoluzionari, vogliamo il Tibet libero e poi non combattiamo per la libertà di stampa nel nostro paese.

Facciamo i nostalgici del 68, credendo che basti portare i dread (rasta) e portare una maglia con una foto sbiadita del Che quando poi siamo schiavi di un videotelefonino che fa anche la ceretta .

Siamo donne moderne, decidiamo con chi fare sesso, che lavoro fare e di interrompere una gravidanza. Siamo emancipate, anche se consideriamo mentalmente inferiore chi fa la velina e poi diventa ministro.

Ci sono persone che si vantano di dire tutto in faccia, anche a loro svantaggio, ma è così facile dare dell’incompetente a qualcuno se ci dividi la scrivania tutti i giorni a lavoro. Prevale il proprio diritto di esprimere una libera opinione o il buon senso?

Non so forse ho scritto una marea di sciocchezze, forse il prezzo della libertà è proprio il compromesso.

La libertà astratta, come le altre astrazioni, non esiste.Edmund Burke (1729-1797), politico inglese.



Magari passerà

Author: Fra
05 7th, 2008

Tra politiche sbagliate,nazi-fascisti alla riscossa, depressioni primaverili, e impegni lavorativi in questo periodo mi sa che siamo tutti un po’ sballati. Quindi mi limito a prendere in prestito le parole dei Tool dall’album Lateralus.

Il Paziente

“Mi scappa un lamento di noia,
spaventando il pauroso.
E’ una prova? Lo deve essere,
altrimenti non potrei continuare esaurendo pazienza, esaurendo vitalità
Questa paranoia, quest’atto da vampiro paralizzato è un pò vecchio.

Ma sono ancora qui
Dando sangue, mantenendo fede
E sono ancora qui.

Aspettando,
Bisogna aspettare Sii paziente (aspetta).

Se non ci fossero ricompense da intascare
Nessun abbraccio d’amore per vedermi libero
Questo percorso noioso che ho scelto,
Sicuramente lo avrei già abbandonato
Devo aspettare

Se non ci fossero desideri da soddisfare
Le ferite e distruzioni incontrate
Questo percorso noioso che ho scelto,
Sicuramente lo avrei già abbandonato

E devo ancora … (sigh) … devo ancora

Essere paziente
Devo continuare a ricordarmelo

Se non ci fossero ricompense da intascare
Nessun abbraccio d’amore per vedermi libero
Questo percorso noioso che ho scelto,
Sicuramente lo avrei già abbandonato

Devo aspettare “