

Archivio di 'Quello che le donne direbbero'
Ben alzato amore, caffè?
Author: Fra
“Tomàs si diceva: fare l’amore con una donna e dormire con una donna sono due passioni non solo diverse ma quasi opposte. L’amore non si manifesta col desiderio di fare l’amore (desiderio che si applica a una quantità infinita di donne) ma col desiderio di dormire insieme (desiderio che si applica a un’unica donna ). ”
Questa frase è tratta da “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera.
Sarà vero che il vero amore oltre che di travolgente passione -che credo fondamentale in rapporto-sia intriso di tante piccole quotidianità ;come condividere lo stesso tubetto di dentifricio o non aver paura -appena alzata- di somigliare alla contro figura di Crudelia Demon?
E’ dunque vero che è più facile concedere il proprio corpo in un fugace incontro carnale anzi che donare la propria quotidianità, magari tutt’altro che intrigante e mettere a nudo la propria anima?
Non so’ credo di non esserci ancora arrivata. Mi reputo una persona passionale ed abbastanza impulsiva anche se nella mia vita di coppia sono anche molto attaccata ai piccoli riti domestici. Trovo che sia bello riuscire a trovarsi ancora interessanti ed essere cmq attratte dal proprio compagno pur condividendo molto.
Sarà che sono un po’ schizofrenica e ancora non ho mostrato tutte le mie molteplici personalità? ![]()
read comments (8)Tutto scorre
Author: Fra
Anche oggi il mio umore va in base al tempo. Sprazzi di vitalità alternati a grigi nuvoloni che annunciano pioggia.
Tempo a parte la mia giornata, per lo meno fino ad ora, scorre piacevolmente. Sono riuscita a fare, se pur con la solita corsa dell’ultimo minuto, tutte le commissioni che mi ero proposta (forse riesco anche a studiare in maniera costruttiva).
Mi sono fatta anche la ceretta - e che cavolo anche il mio lato femminile a volte chiede un po’ più di considerazione.
In tutto questo c’è un pensiero che da ieri sera mi frulla nella testa. Ripensando al comportamento di un mio amico, o presunto tale , mi chiedo:perché ci sono alcune persone, che per sentirsi realizzate, hanno un costante bisogno di qualcuno con cui prendersela? I cosiddetti punchball umani, che stanno lì solo per far sentire la persona che hanno di fronte un pochettino più figa.
Capisco che ci sono individui votati alla continua polemica, ma non si può mortificare in continuazione la vita di chi abbiamo vicino. Polemizzare su ogni frase, ogni idea, in una parola: TUTTO.
Tra le altre se sei donna peggio ancora. Tu dolce figura angelica, che hai un sorriso sempre per tutti, sei automaticamente inserita nella categoria di chi sta sempre lì ad ascoltare le paranoie di tutti senza poter dire:”basta hai veramente rotto le palle!” Che mi parli a fare se poi neanche stai a sentire i consigli che ti do, magari non saranno oro colato, ma che me li chiedi a fare, mica sono un antistress.
La mia sfortuna è che tutti credono che io sia una sorta di angelo che ascolta tutti. Però non ha mai nessuno lì per lei quando è il suo turno. Nessuno con cui sfogarsi. “tu che pillola usi, hai ritenzione idrica”? e che cavolo mica si può parlare sempre dei massimi sistemi che reggono il mondo.
Alla fine della fiera finisco per fare questi discorsi con il mio compagno, che per quanto cerca di capirmi non sa proprio che tipo di ceretta sia più adatta alla mia pelle. ![]()
Cmq ora vado a farmi lo scrub alle gambe.
Per i casi umani oggi c’è la segreteria tutto il giorno.
Una goccia nell’oceano
Author: Fra
Oggi mi sento proprio così.
Ho troppe cose in ballo,troppe cose in sospeso,troppe scadenze,troppe persone a cui rendere conto. Ma poi dico io, come faccio a incasinarmi così tanto la vita ![]()
Perche’ non riesco mai a pianificare nulla. Teoricamente faccio anche dei programmi decenti, praticamente sono un disastro vivo sempre tutto all’ultimo minuto. Che vita stressante![]()
i pensieri di oggi…
Author: Fra
Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
(Martha Medeiros)
non è di Neruda come credono in tanti,Mastella compreso
Mafalda
Author: Fra
Sono le nove in punto,scendo dalla macchina e mi dirigo verso il pub,il mio compagno è li accanto a me.
Questa sera non mi va proprio di festeggiare la fantastica gloria del solito biondino dalla faccia da coniglio.
Guardo l’ora,tic-tac,sono un po’ in ritardo tra un secondo arriveranno una valanga di sms. Ancora un secondo una sigaretta prima di entrare e poi ci butteremo nella fossa dei leoni.
Il mio compagno,Dylan,bellissimo nel suo cappotto nero e jeans,apre la porta. Ci lanciamo uno sguardo complice ed entriamo. Gli altri ci fanno segno con la mano,i nostri posti soli ad aspettarci, prenotati da più di una settimana. Ovviamente.
Ci sediamo uno difronte all’altro: “che diavolo ci facciamo lì?” Saremmo potuti restare per i fatti nostri.
Ordiniamo due birre grandi, magari l’alcol ci scioglierà un po’ e ci farà sembrare meno lobotomizzati i nostri amici di tavolo.
Inizio una stupida conversazione con la ragazza che mi sta vicino,ha 23 anni,due meno di me,sembra ne abbia 15. Ci provo, faccio la simpatica. La strangolerei. Il mio compagno da dietro il suo bicchierone mi osserva, se pur esternamente tranquillo,dentro si sta ammazzando di risate. Mi conosce troppo bene è sa leggere fra le righe, mi viene in soccorso e si unisce alla conversazione: quanto è dura la vita per una bimbetta viziata di 23 anni. Poverina è andata in ferie solo 3 volte quest’anno.
Le sto per mollare una testata, io che non riesco ad arrivare a fine mese se non fosse per il mio compagno.
La serata sta volgendo verso il termine, ma arriva il colpo di scena. Il ragazzo di una mia amica forse per l’alcol,forse per la stanchezza o per il criceto obeso che ha in testa, si fa uscire una frase davvero infelice.
“Sai Mafalda”,che poi sarei io, “complimenti per la scollatura è impossibile guardarti in faccia”.
Tutti si pietrificano,la ragazza inizia a lanciarmi missili intelligenti con gli occhi. Il mio ragazzo inizia a scuotere la testa, alcuni azzardano un risolino nervoso. Ed ora che diavolo faccio? “Ma va al diavolo idiota”, penso. “E’ una scollatura modestissima, sì ho un bel seno, ma mica sono nuda e poi sei l’unico ad aver sbavato tutta la sera non sarà che anziché la mia scollatura ad essere larga è il tuo cervello ad essere ristretto?”.
Questo è quello che avrei voluto dirgli, ma la sua ragazza stava per mettersi a piangere. Guardo Dylan e nei sui occhi leggo tutta la sua solidarietà. Quello che dico al tipo lobotomizzato è solo che non mi sembra ci sia molto da vedere, basta solo guardare da un’altra parte considerando che è seduto in fondo. Dall’altra parte del tavolo.
Dopo questo simpatico scambio di idee, finalmente siamo usciti da quel locale.
Ci siamo diretti verso la macchina, con Dylan che tentava di consolarmi per quello che era successo. Diceva che ero bellissima e che non avevo nulla di cui vergognarmi.
Ho finto che fosse tutto apposto, ma la sensazione di fastidio e disagio mi ha accompagnata per tutta la sera.
Vabbè domani è un altro giorno magari sfodero il mio sexy burqa.



