Archivio di 'Raccontami una storia'

Un centimetro

Author: Fra
11 26th, 2008

Il periodo che stiamo vivendo è veramente buio. Stiamo regredendo o forse non ci siamo mai mossi, forse siamo vittime di un incubo collettivo.

La paura del nuovo e del diverso sono diventate le ossessioni del millennio. L’amore , la tolleranza e la carità stanno diventando solo noiose questioni sociali.

Personalmente non ho mai avuto un alta opinione della classe ecclesiastica ne delle ipocrisie del Chiesa.  Predicano amore e comprensioni dettando tutte le regole del gioco e se non le accetti andrai a l’inferno con tutti i crismi.

Non voglio diventare la nuova paladina degli omosessuali o di chi come me convive e ama fuori dal matrimonio e magari  lanciare proseliti contro il Vaticano e i suoi seminari che guariscono da ogni male.

Potrei  dire un milione di ovvietà , userò  invece le parole di Valerie tratte dal film “V for vendetta” che ho trovato molto significative.

Non so chi sei, ma per favore credimi. Non c’è modo di convincerti che questo non è uno dei loro trucchi, ma non mi importa. Io sono Io, e non so chi sei, ma ti amo! Ho una piccola matita, che non hanno trovato. Sono una donna. La nascondo dentro di me. Forse non potrò scriverti più, così questa è una lunga lettera sulla mia vita. È la sola autobiografia che scriverò mai, e devo scriverla sulla carta igienica. Sono nata a Nottingham nel 1957 e pioveva sempre. Dopo le elementari e le medie, andai in un collegio femminile. Volevo fare l’attrice. Incontrai la mia prima amica a scuola. Si chiamava Sara, aveva quattordici anni e io quindici, eravamo tutte e due allieve della signorina Watson. I suoi polsi. I suoi polsi erano bellissimi. Durante l’ora guardavo il vasetto con dentro il feto di coniglio sotto spirito. Il signor Hird diceva che era una fase adolescenziale da cui si esce. Sara ne uscì. Io no. Nel 1973 smisi di fingere e presentai ai miei genitori una ragazza di nome Christine. Una settimana dopo mi trasferii a Londra e mi iscrissi ad arte drammatica. Mia madre diceva che le avevo spezzato il cuore. Era la mia integrità che mi importava. È così egoistico? È a buon mercato, però è tutto ciò che ci resta. È l’ultimo centimetro di noi che ci resta… ma in quel centimetro siamo liberi. Londra. A Londra ero felice. La mia prima parte fu quella di Dandini, in Cenerentola. Il mondo era bizzarro, ignoto e frenetico, con quelle platee invisibili dietro i riflettori incandescenti e quell’emozione spasmodica. Ero elettrizzata e sola. Di sera andavo nei club, ma me ne stavo più che altro per i fatti miei. L’ambiente non mi piaceva: c’erano tanti che volevano solo essere gay. Era la loro vita, la loro ambizione, non parlavano d’altro. Io volevo qualcosa di più. Il lavoro andava bene. Nei film mi davano parti sempre più importanti. Nel 1986 interpretai “The salt flats”. Alla critica piacque, al pubblico no. Conobbi Ruth durante la lavorazione. Ci amavamo. Vivevamo insieme e il giorno di San Valentino mi mandava le rose. Dio mio, quanto avevamo. Furono i tre anni più belli della mia vita. Nel 1988 ci fu la guerra e non ci furono più rose. Per nessuno. Nel 1992, dopo il colpo di stato, cominciarono ad arrestare i gay. Presero Ruth mentre era fuori a cercar da mangiare. Perché hanno tanta paura di noi? La bruciarono con delle sigarette accese e la costrinsero a fare il mio nome. Firmò una denuncia secondo cui io l’avevo sedotta. Non gliene feci una colpa. Dio l’amavo, non gliene feci una colpa. Ma lei sì. Si uccise nella sua cella. Non sopportare d’avermi tradita, d’aver rinunciato a quell’ultimo centimetro. Vennero a prendermi. Dissero che avrebbero bruciato tutti i miei film. Mi rasarono i capelli, mi misero la testa in un water, si scambiavano barzellette sulle lesbiche. Mi portarono qui e mi diedero dei farmaci. Non sento più la lingua. Non riesco a parlare. L’altra donna gay che era qui, Rita, è morta due settimane fa. Credo che anch’io morirò presto. Strano che la mia vita debba finire in un posto terribile come questo, però per tre anni ho avuto ldee rose e non ho dovuto giustificarmi con nessuno. Morirò qui. Ogni centimetro di me perirà… tranne uno. Un centimetro. È piccolo e fragile ed è l’unica cosa al mondo che valga la pena d’avere. Non dobbiamo mai perderlo o venderlo o cederlo. Non dobbiamo permettere loro di portarcelo via. Non so chi sei, né se sei un uomo, o una donna, forse non vedrò mai la tua faccia. Non ti abbraccerò mai. Non piangerò mai con te. Non mi ubriacherò mai con te. Però ti amo. Spero che tu riesca a fuggire da qui. Spero che il mondo cambi e che le cose vadano meglio, e che ci saranno ancora rose per tutti. Vorrei poterti baciare. Valerie.”



Tesoro maya

Author: Fra
11 15th, 2008

L’inverno sembra farsi faticosamente strada in questo marasma di cambiamenti climatici. Non è la mia stagione preferita, ma non nego di farmi stregare dai suoi riti quotidiani.

Il cielo uggioso, la bora che soffia, un maglione due taglie più grandi. Stringo tra le mani una tazza di tè fumante dal nome accattivante, tesoro Maya. Chissà dove mi condurrà. Mi perdo. Penso.

Penso al passato, che si fa breccia e ritorna portando a galla vecchi incubi, penso al braccio nero teso, penso alla giustizia che resta spesso solo una parola che riempie il vuoto.

Penso alla mia avversione per i militari, che spesso complica le mie relazioni sociali, penso alla mia vita. Penso a quale è la mia strada, il mio posto nel mondo.

Mi sento cinica e confusa. Le labbra sfiorano la porcellana calda, tè nero, cacao e caffè per un attimo inebriano i sensi. Un calore mi invade, una scintilla, una speranza. Un fuoco che ti brucia dentro e non puoi soffocare, non vuoi soffocarlo.

Sono in cerca in continuo mutamento.

Mi rifugio in una nuova storia, un altro libro per sognare, calmarmi e trovare un altro pezzetto di me.

Mi sento strana, un altro sorso placa la mia inquietudine ed una nuova notte sta per finire.



10 10th, 2008

Il mio paese dove per tutto il resto dell’anno non accade mai nulla, dalla fine di agosto fino ai primi di dicembre si tinge di marrone, verde rosso e giallo.
Si inizia in settembre con la raccolta delle nocciole, dove vengono messe da parte comode infradito e abitini in lino, per lasciare il posto a scarponi e pantaloni militari. Uomini e donne si alternano in una forsennata attività agricola d’altri tempi, rastrelli macchine agricole e trattori la fanno da padroni in paese.
Il gioco dei colori prosegue fino ai primi di novembre quando sacchi di castagne riempiono le cantine del paese, facendo compagna ad un vino novello che da poco riposa nelle botti casalinghe.

Questo periodo di vita contadina in cui, tutti con i nostri macchinari ultimo tipo, fingiamo di essere tornati a quarant ‘anni or sono, si onclude con la raccolta del frutto sacro, quello che ci donera’ l’olio per tutto l’anno.

Con la raccolta degli ulivi si conclude la stagione contadine caprolatta, tutti dimentichiamo le nostre origini contadine e ritorniamo alle macchine di grossa cilindrata, agli abiti firmati e alle immancabili veline.



09 16th, 2008

Una leggera brezza le scuote, fredda pioggia le bagna e loro nei loro abiti rossi, gialli e verdi danzano nel bosco.

La luna piena le illumina e il loro saba ha  inizio.

Il vento si fa più forte ma non toglie alle streghe degli alberi la loro eleganza. Un cammino dalla cime alla fredda terra percorso con piccoli vortici, saltelli ed inchini degni delle più aggraziata incantatrice.

Gli alberi si inchinano, il suolo le reclama, il vento le conduce. Un connubio lungo una stagione che si conclude con una danza.
I boschi d’autunno mi danno tutto questo, la loro nenia mi culla, i mie intricati pensieri trovano le fila e nel loro cuore alzo gli occhi e mi rendo conto che una nuova stagione ha inizio.



Afferra la mia mano

Author: Fra
08 21st, 2008

Saranno stati alcuni dei vostri commenti, sarà il dolore allo stomaco che mi prende quando penso alla situazione con mio padre o sarà il fatto che non voglio ripetere gli stessi errori che lui ha fatto con mio nonno chiudendogli il suo cuore per più di cinque anni.

L’altro giorno ci siamo parlati, la cosa è stata molto strana, quasi non fosse mai accaduto nulla. Tipico di mio padre chiedere scusa tra le righe, io sono diventata bravissima a leggere tra le righe in questi anni.

Non so forse per ora è meglio così, in fondo vivo a 800 km di distanza e sto vivendo la mia vita, o almeno ci provo.

Io non riesco ad iniziare una nuova guerra, non ne ho le forze, sarò diventata una codarda, ma ho deciso di continuare a vivere la mia vita facendo il possibile per includervi dentro anche i miei genitori.

Non ho la minima intenzione di rinunciare ai miei sogni per amore loro, finirei per morire ed odiarli. Magari capiranno chi sa, sono un ottimista.

Se vogliono entrare io lascerò la porta del mio cuore aperta, prima o poi mi accetteranno per come sono e soprattutto la finiranno di voler decidere per me in nome del mio bene. Dovevano capirlo che ero un carattere indipendente: già a due anni non sopportavo di mettermi i vestitini e le scarpette  che mia madre scegliea per me, figurasi scegliere il corso di una vita intera.

In fondo non sono una cattiva figlia, solo che non sopporto di essere in gabbia sono uno spirito libero, questa condizione è fondamentale per me.



Ricominciare

Author: Fra
08 17th, 2008

Una valigia da svuotare, idee da riordinare, una scottatura sul naso, amici sulla spiaggia, risate , bevute e una brutta lite con mio padre: questo e il bilancio della prima quindicina d’agosto.

Le ferie vere e proprie non le ho fatte mi sono però concessa mare e stelle con gli amici, risa e giochi, sogni e bilanci degli ultimi mesi. I bilanci sono sempre strani e i confronti spesso si riducono in una gara a chi è più bravo. Io mi chiamo fuori ed osservo le stelle,coperta e birra sdraiata accanto al mio compagno.

Punti luminosi che solcano il cielo sono la speranza di sogno. La scia non so dove mi porterà.

Ferragosto è stata una giornata stupenda, onde da cavalcare, beach volley con delle papere da olimpiade, scottatura finale su naso e spalle. La compagnia era quasi al completo e per un giorno sono state accantonate le guerriglie interne: mare e sole hanno vinto, la mediazione non è stata facile ma ne è valsa la pena.

Tutto questo quadretto idilliaco è stato guastato dalle solite incomprensioni che ci sono tra me e mio padre, più o meno da quando ho iniziato a sviluppare dei pensieri propri. Non condivide la mia vita e le mie scelte, la cosa peggiore è che mia madre è presa tra due fuochi. In realtà io cerco sempre un dialogo con lui, ma scontrarsi con una montagna fa sempre male e spesso le ferite sono più profonde del solito. Con la morte nel cuore ho raccolto i pezzi e deciso di proseguire per la mia strada anche se per mio padre equivale ad alto tradimento. Sono stata processata, condannata ed estradata. Il dolore è tanto, il sale brucia sulle ferite, ma io voglio proseguire il mio cammino e scegliere la mia strada. Forse un giorno accetterà questa pazza di sua figlia.



Spaccata a metà

Author: Fra
08 5th, 2008

Son scesa dal treno ed è stato colpo di fulmine.

Era li per me, in tutta la sua maestosa bellezza. La sua forza rassicurante ha spazzato via poco a poco la tensione accumulata in questi mesi, per lasciare spazio a pace e serenità. I miei occhi brillavano al solo guardare tanta perfezione, solida roccia circondata da verde speranza. Il tempo sembra essersi fermato, forse resterò qui per sempre.

Devo ammettere che ci ho pensato, ma poi il mio vecchio amante si fa strada nei miei pensieri.

Il sole me lo ricorda. Il suo abbraccio, il brivido lungo la schiena quando sfiora la mia pelle, io che mi perdo nelle suo profondità . Poco a poco svela una parte di se, mi concede di vivere le sue meraviglie, i suoi tesori. Mi regala un tramonto .

E’ cosi grande, sempre in movimento . Forza , calme furore.

Ma come ho potuto pensare anche solo per un attimo di poter vivere lontano da lui?

La montagna è bellissima, fiori alberi e tranquillità ma il mio amico mare è la mia forza non potrei vivere senza si lui.

Miei cari il mio amore mi chiama, avrò poco tempo per voi visto che c’è anche la tappa famigliare. Baci a tutti voi cercherò di farmi viva. Godetevi il sole. :)



La pioggia di luglio

Author: Fra
07 14th, 2008

In un attimo la luna scompare, il cielo si copre di nuvole scure, diventa quasi solido, l’aria è carica di elettricità. E’ buio, sono sotto le coperte all’improvviso un lampo illumina i pochi metri del corridoio ed un grosso boato mi fa saltare dal letto.

Lui sa che sono terrorizzata dai temporali, mi stringe ma niente non riesco a stare ferma. Mi alzo è più forte di me, la voce della pioggia mi chiama. Mi avvicino alla finestra dal cielo cadono fiumi di acqua, non si vede più nulla. Gli alberi si inchinano al suo volere, la terra non riesce ad accogliere tutta la sua abbondanza.

Sono in piedi, il peso del cielo sopra di me, i suoi colori mi ipnotizzano la sua voce mi rapisce. Ne ho paura ma non riesco ad allontanarmi. Lui si avvicina dietro di me, mi abbraccia ed io mi concedo anche un biscotto al cioccolato. Il mio quarto d’ora di paradiso.

La cascata dal cielo si placa, sono quasi le quattro ed io sono esausta. Prendo la sua mano e mi faccio guidare, non ho più paura. Una nuvola bianca mi avvolge ed il sogno ci culla.



Fratelli

Author: Fra
07 12th, 2008

Fratelli
Mariano il 15 luglio 1916

Di che reggimento siete
fratelli?

Parola tremante
nella notte

Foglia appena nata

Nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità

Fratelli

Giuseppe Ungaretti

che devo fare sarà l’ora tarda, mi è presa così



06 28th, 2008

Immaginate di essere un libro, ma non di quelli messi sul comodino o impilato a caso nella libreria di casa. Eh no cari miei, ci vuole ordine e disciplina. Come nelle migliori biblioteche che si rispettino, il nostro Bibliotecario più stacanovista ha messo a punto un metodo di catalogazione infallibile per ordinarci tutti.

Tutto è iniziato quando gli venne in mente il modo di sistemare i libri delle favole Rom, per trovarli più facilmente e non farli mischiare con gli altri- che non è mai bene- decise quindi di raccoglierne le impronte digitali. Il Bibliotecario lo faceva per spirito di carità cristiana e per il bene dei piccoli libri Rom, ma soprattutto per gli altri Libri Onesti in maniera tale che si sapesse già dalla nascita il loro destino da delinquenti.

All’inizio si alzò qualche timida protesta proveniente dai soliti sovversivi amanti del caos, ma poi quando tutti videro come erano belli ed ordinati gli scaffali delle favole Rom furono soddisfatti e dimenticarono tutto, fino a che diventò la normalità.

Il signor VerdeMaroni, il nostro bibliotecario, non era però ancora soddisfatto. Ogni volta che entrava in biblioteca e vedeva disordine in alcuni reparti, perdeva la testa iniziando ad inveire contro tutti quelli che abitassero a sud di Milano due.

Le sue grida si potevano udire fino a Bergamo alta, tanto che due suoi carissimi amici, che capivano appieno la tragedia vissuta dal Signor VerdeMaroni, colti da illuminazione post-grappino e bagnacauda, avanzarono una proposta.

La cosa è semplice, i colori sono la via. Da quel momento in poi ogni libro avrebbe avuto una copertina di un unico colore in base alla storia scritta fra le sue pagine.

Fu così che fu creata la sezione Libri Etnici, comprendente i Libri Gialli provenienti dall’Oriente (fu molto difficile catalogarli perchè tantissimi ed insediati in tutti gli scaffali. Si narra, inoltre, che i Libri Gialli non si leggesse mai la parola Fine). Poi c’erano gli Ocra, come la sabbia del deserto, messi in appositi scaffali di sicurezza denominata Sezione Guantanamo. Anche qui leggenda narra che contenessero al proprio interno un dispositivo di auto-distruzione capace di minare la tranquillità di Perfettopoli. Ai libri dell’Est, violenti e sanguinari, venne data l’ovvia copertina Rossa per segnalarne la pericolosità. Rari libri di storia Marroni narrano di antiche tribù politicizzate e sovversive che utilizzavano falci e martelli come armi di battaglia, queste erano effettivamente aduse utilizzare per prime il colore Rosso. Non esiste più alcun pericolo di confusione, visto che di questi mitologici libri non è rimasta traccia alcuna. Nella sezione Libri Etnici erano ricompresi anche tutti i libri provenienti dall’Africa, ovviamente Neri.

Esistevano dei libri catalogati con il tipico “viola pride”, erano quelli che andavano isolati per non contagiare altri libri come consigliato dal Grande Libro Bianco del Vaticano. Erano libri che si innamoravano di altri con la stessa storia, uguale uguale. Erano gli omo-libri.

Poi il fiore all’occhiello, i libri sul Lavoro. C’era quello serio ed onesto del Nord che narrava di sudori, fatiche ed altri Libri che si sono fatti da soli. Ad illuminarne la copertina vi era un bel verde brillante, per distinguerli dai goliardici e fannulloni racconti dei libri del Sud che comunque si aggiudicarono un bell’arancione. Nord e Sud avevano dei capitoli in comune, quelli relativi alla sicurezza sul lavoro, al precariato e all’occupazione femminile. Caso vuole che, per ovvie motivazioni di risparmio, su quelle pagine venne usato meno inchiostro del dovuto lasciando così alla storia delle pagine sbiadite.

C’erano libri di tutti i colori, nuovi vecchi, opachi, brillanti, con le copertine bruciate. Questi ultimi erano i reduci dei giorni del “Fahrenheit 451″, la loro storia è molto triste e solo pochi libri la vogliono ascoltare. Poi c’erano i Libri dei Libri, di antichissima origine siciliana, ma tradotti di lì a pochi anni dalla loro stesura nei vari dialetti della regione di Polentonia. Erano i Libri che nessuno avrebbe dovuto leggere i cui acerrimi nemici erano i Libri Togati, considerati mentalmente disturbati ed antropologicamente diversi dal resto della razza Libraria. Anch’essi in via d’estinzione. Poi c’erano i libri che potevano assumere colori differenti a seconda dell’inclinazione, i famosi Libri-Voltagabbana. C’erano libri di guerra, d’odio, d’amore, clandestini provenienti da altre biblioteche. Tutti vennero classificati, tutti dovevano essere riconosciuti.

In questo clima di controllo nacquero comunque alcuni movimenti di protesta, tra cui quello delle Copertine Strappate, anarco-insurrezionalisti ispirati alle gesta del famoso Libro Pinelli e destinati alla stessa sorte.

Da annoverare movimenti come Stampa Democratica, il Movimento per le Rilegature di Fatto, il Movimento per la Legalizzazione della Canapa, Libri Ecologisti fatti con carta riciclata, gli Ebook che contenevano informazioni libere, ma poco conosciuti.

Fu così che per molti anni tutti questi libri vissero nella biblioteca, tutti ordinati e colorati, sotto gli occhi orgogliosi del Signor VerdeMaroni. Un giorno però accadde una cosa strana, che non si era mai vista a Perfettopoli, nacque una nuova storia, un nuovo libro con la copertina di tanti colori.
Tanti come le storie dei libri mai letti, di cui ancora non si sapeva il finale…

Questa visione oltre che da un’abbuffata di peperonata nasce dalle menti contorte mia e di Ska