Archivio di 'Sogno o son desta'

C’era una volta

Author: Fra
01 29th, 2009

Leggi e rileggi il curriculum, evitando clamorosi orrori che potrebbero farti guadagnare il cestino. La paura di aver dimenticato qualcosa, lui che ti fa coraggio e invii la mail.
Risposta:” la aspettiamo per un colloquio giovedì alle 15:00″
Perfetto.
Il sole mattutino promette bene. La mattina se ne vola in un soffio, pranzo in un lampo e alle 14:00 esco di casa.
Sarò puntualissima.  C”è una mia amica ad aspettarmi- anche lei stesso colloquio-  alla fermata dell’autobus. Piena di speranze e fiera delle mie conoscenze mi preparo mentalmente all’incontro. Il maledetto non parte. Accidenti sono le 14:40, non c’è la faremo mai, finalmente accende i motori.

Arriviamo a destinazione, ma sbagliamo l’ingresso. Il che significa altro 15 minuti di corsa. Finalmente arriviamo. L’ambiente è piccolo ma accogliente, ci sono altre otto persone. Sguardi timidi e preoccupati riempiono la stanza. Iniziano le presentazioni, tutti seduti in cerchio decantiamo le nostre lodi.  Parlando delle mie esperienze mi rendo conto di non essere messa tanto male. Rotto  il ghiaccio e fatta la conoscenza dello staff  la responsabile ci  mostra quello che ci aspetterà.  Mercoledì inizieremo gli affiancamenti e due giorni di teoria a tempo pieno. Non so perché sono così contenta, il lavoro è saltuario, faticosissimo e pagato una miseria. Lavorerò in un parco marino, magari tra un mese rimpiangerò tutto questo ottimismo, ma per ora sono felice.
Non vedo l’ora di iniziare, non ho idea di come riuscirò a gestire anche il laboratorio e l’università. Ma che bello, sto facendo quello per cui ho lavorato tanto e almeno per questa sera voglio essere felice e soddisfatta.

scogliera di miramare



Occhi

Author: Fra
11 24th, 2008

La pioggia incalza da questa mattina ,lavando via il bello e il brutto. Tutto riluce nella sua oscurità, lucido e freddo, quasi irreale.

L’immancabile tazza bollente sul tavolo, mille pensieri.

Getto lo sguardo lontano, un gatto nero cerca riparo sotto quello che doveva essere stato  un ripostiglio degli attrezzi.

Apro la finestra.  L’aria gelida raffredda i mie tortuosi pensieri. Un brivido percorre la schiena, vorrei rannicchiarmi come quel gattino. Nuda avvolta da una coperta di nebbia,fumo e panna in me. Dolce e amaro, paura e voglia di scoprire un domani quanto meno incerto. La certezza di una dura battaglia, la paura della sconfitta, la bramosia della vittoria.

Il collo sottile baciato dal vento, brividi elettrici, attratta da due occhi color dell’onice.  Stelle improbabili in un cielo senza rotta, due metà di un intero quello che diventeremo.

L’infinita lotta che mai mi abbandona, mi sforzo di tenare assieme i pezzi di me stessa che si respingono come calamite con uguale polarità.

Sai tu la mia risposta ,il campo magnetico che ordinerà i mie pezzi, che mi aiuterà a non distruggermi.



io me la squaglio

Author: Fra
07 29th, 2008
07 7th, 2008

A quanto pare il Grande Fratello ci osserva e lo psico reato non è solo frutto dell’immaginazione di Orwell.

Il sito La Privata Repubblica risulta irraggiungibile, non so se perchè oscurato o altro, ma il proprietario rischia di essere querelato- le minacce ci sono state- per aver osato scrivere un post in riportava una conversazione tra il Cavagliere e Confalonieri chiaramente inventata , come specificato dallo stesso autore all’interno del post .

A quanto pare però non tutti capiscono il significato delle parole: “frutto dell’immaginazione” visto che la stessa intercettazione è stata spacciata come vera dal sito Dagospia, che l’ha riportata per intero senza neanche citare la fonte e non curandosi di arrivare a leggere i post per intero, a quanto pare. Dico questo perche io l’ho letta e basta arrivare a fine articolo ed è tutto chiaro (tra l’altro si capiva chiaramente che l pezzo era satirico).

No voglio buttarla sulla retorica, è da tempo che parliamo di stato di polizia e fascismo, molti di noi usano i propri siti e blog per poter esprimere le loro opinioni, per fare controinformazione, satira, tutte quelle cose a cui non siamo più così abituati.

Io non riesco a capire, se si parla di tette e culi rifatti va tutto bene l’importante è non pensare e minacciano querele per una cosa inventata, io veramente non capisco. Ma cosa siamo diventati?

Un pezzo può anche non piacere, magari essere considerato di cattivo gusto, ma le minacce non stanno ne in cielo ne in terra.

Per chi di voi volesse saperne di più, leggere il tasto e capire come evolverà questa storia leggete qui



Ma anche no!

Author: Fra
05 14th, 2008

pecora

Sono giorni che ci troviamo di fronte ad episodi di violenza di ogni genere, in cui tutti si sentono legittimati a picchiare chi non gli da una sigaretta o ad incendiare i campi dei Rom.

Ma dove stiamo andando a finire, tortureremo  anche gli omosessuali e i liberi pensatori?

Come cittadina sono stufa di sentirmi martellata da continui messaggi inneggianti ad un pericolo totale, che spingono gli ignoranti e i pensatori di pancia ad eleggersi a salvatori della patria. A maggior ragione quando lo sottolinea anche il sindaco di Roma e più o meno velatamente alcuni esponenti politici. Ma dove è l’opposizione? Tra moderazione e pacatezza il Pdl sembra l’unica voce echeggiare nel panorama politico italiano.

Va bene che sono stati eletti con grande maggioranza, ma non da un plebiscito popolare, per cui tutti gli altri dovrebbero essere rappresentati con un minimo di coraggio.

A quanto pare  l’unico che sembra partire con l’idea di fare opposizione, senza accordarsi a priori prima , è Di Pietro.

Ma che diamine siamo tutti matti? Va bene che ultimamente ci siamo  messi sempre di più a pecora e la xenofobia è diventata routine, ma è veramente diventato impossibile cambiare rotta?

Cmq se avete perso tutte le speranze potete provare ad invocare ET, visto che approva anche il Papa.



Caos di Caparezza

Author: Fra
05 8th, 2008

Sono appena tornata a casa, carica di adrenalina , ho appena assistito ad un concerto del grande Caparezza.

Arrivo in teatro - il Miela di Trieste - alle 21:00,oggi è stata una giornata frenetica, tutto esaurito ed io e il mio compagno non avevamo il biglietto.

Ora che accidenti faccio, non voglio tornare a casa, quando mi ricapita il concerto del Capa!

Guardo il mio compagno - colpo di genio -. Dato che lui scrive per una rivista on -line indipendente ed aveva mandato una mail - senza ottenere risposta - per due accrediti per due redattori di impattosonoro - così si chiama la rivista - ed una sarei stata io -trattenete i risolini -. Do un colpo d’occhio in giro e becco una tipa che aveva l’aria di saperla lunga.

Mi avvicino con un super sorriso, la ragazza sta la per conto di una radio e mi da una dritta su chi arruffianarmi per farmi entrare.

Perfetto lo punto,maglia nera e jeans, faccio la fintissima, mi spaccio per una redattrice messa in lista quando in realtà questi neanche sapevano chi fossi ma il tipo deve aver sentito la rivista perchè fa un po’ il finto stranito, ma mi lascia entrare. A questo punto chiamo il mio ragazzo che spunta fuori come un fungo, il tipo rimane un po’ perplesso ma ora è fatta. Ci marchiano , ora mai siamo dentro.

Il teatro non è molto grande, ma appena il concerto inizia lo spazio sembra immenso e palco e pubblico si fondono in un unico essere. Corpi che ballano, voci che urlano, sudore, risate, ragazzini allibiti.

Quando canta “eroe (storia di Luigi delle bicocche)”, forse per i mie ormoni o non so che altro ,fatto sta che mi sono commossa.Piangevo,ballavo cantavo.

E’ stata un esperienza.

Questo non è a Trieste ma rende l’idea



Tu ipocrita, io nuda

Author: Fra
05 6th, 2008

Magdalena Rouco

Stavo leggendo qualche notizia in rete, quando mi sono imbattuta in questa chicca di cui vi voglio rendere partecipi.

Accade in Spagna: la nipote ventiseienne, dell’eccellente cardinale Antonio Maria Rouco Varela, si mette a nudo sulle pagine di un settimanale “Interviù” come protesta verso l’ipocrisia dello zio in particolare e della chiesa in generale: «Attraverso mio zio ho scoperto l’ipocrisia della Chiesa, che predica una cosa e fa il suo contrario».

Tra l’altro tal cardinale è anche uno degli più acerrimi oppositori di Zapatero.

Non so come la vedete voi, ma la cosa mi fa assai sorridere.

Partendo dal presupposto che se potessi dichiarerei guerra al Vaticano anche domani-facendo impallidire i bersaglieri che fecero la breccia di Porta Pia- ritengo interessante e meno sanguinario il tipo di protesta suggerito dalla signorina Magdalena, magari trasformando l’Italia in una penisola di nudisti o quasi.

Ma da noi queste cose non si fanno,noi siamo un paese per bene. Sono concesse certe licenze solo per il Gf e per i calendari di Max.



Primo maggio

Author: Fra
05 1st, 2008

Da sempre sono stata abituata a considerare questa come una festa di sinistra. Magari è un po’ presuntuoso, visto che ci sono lavoratori anche dall’altra parte della barricata.

Dato il risultato delle ultime elezioni, il popolo sovrano dice che non si identifica più nella vecchia bandiera rossa con falce e martello, ma in quella del padrone. La bandiera è scomparsa, così come l’idea che rappresenta, così come le feste de L’Unità in piazza. Ora tutti sognano uno yatch in Sardegna e una comparsata a Buona Domenica, un cellulare che fa anche popcorn, un viaggio a Cancùn e di indossare l’ultimo modello di Dolce e Gabbana. Sembra quasi che se non abbiamo un televisore a farci da specchio non riusciamo a riconoscere l’immagine di sè stessi. O forse ci siamo sperduti per sempre nei suoi pixel?
Sono veramente questi i sogni a cui ambiscono i giovani italiani?

Ho 25 anni e lavoro da quando ne ho 14. Ho visto i miei genitori alzarsi alle quattro del mattino tutti i giorni, mia nonna spaccarsi la schiena raccogliendo nocciole, amici farsi sfruttare lavorando al call center o facendo i manovali.

Sono una studentessa che sta facendo i salti mortali per cercare di realizzare il sogno di una vita, ma l’ombra di un futuro quanto meno precario è sempre in agguato. Si parla di precariato, di lavoro in nero, di morti bianche ma i fatti sono pochi.

Il mio augurio va a tutte quelle persone che ogni mattina si alzano per cercare di far bene il loro lavoro e a tutti quelli che continuano a lottare per averne uno. Quelli che mandano il loro curriculum a destra e a manca, a tutti quelli che sono stufi di fare stage non pagati, a quelli che hanno la rata del mutuo da pagare, a quelle donne che vorrebbero essere madri, ma anche donne in carriera e chiedono più asili nido per i loro figli.

Buon primo maggio a tutti voi.

Il Quarto Stato