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	<title>Rimmel e matita</title>
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	<description>Una matita intinta nell'arcobaleno</description>
	<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 11:13:12 +0000</pubDate>
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		<title>Avvolte ritornano</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 11:08:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Donne sull'orlo di una crisi di nervi]]></category>

		<category><![CDATA[diario]]></category>

		<category><![CDATA[ricercatrice precaria]]></category>

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		<description><![CDATA[
Come quando ritorni da un lungo viaggio porti con te tanti ricordi, racconti per gli amici, una valigia piena di panni sposchi e regalini che ti ricordino che lì tu si ci sei proprio stato.
Io non sono veramente partita, non ho preso nessun aereo ne comperato nessun biglietto. Non ho strorie emozionanti da raccontare, al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-232" title="diario-1" src="http://rimmel.terzoocchio.org/wp-content/uploads/2010/03/diario-1-300x157.jpg" alt="diario-1" width="300" height="157" /></p>
<p>Come quando ritorni da un lungo viaggio porti con te tanti ricordi, racconti per gli amici, una valigia piena di panni sposchi e regalini che ti ricordino che lì tu si ci sei proprio stato.</p>
<p>Io non sono veramente partita, non ho preso nessun aereo ne comperato nessun biglietto. Non ho strorie emozionanti da raccontare, al massimo potrei raccontare le mie traversie in università ed in laboratorio. Come però mi è stato fatto notare da una persona saggia, ne parlo già  un po&#8217; troppo e diciamolo rompo anche le palle. A chi importa delle mie traversie con un gruppo di isteriche represse, probabilmete senza vita sessuale.</p>
<p>Ops l&#8217;ho fatto di nuovo, sto diventando proprio un&#8217; arpia. Però com&#8217; è liberatorio, perchè diciamolo la palestra è un tocca sana per lo stress, ma che fatica!</p>
<p>Allora si magari potrei condividerlo con voi un diario di bordo di una ricercatrice dell&#8217;alto Lazio alla conquista del Nord -Est e alla prese con il precariato. Che tanto ci piace perchè movimenta la nostra vita e non ci fa annoiare mai.</p>
<p>Quindi si , se avete  voglia di starmi e sentire e farvi quattro risate ne possiamo parlare. Se avete meglio da fare buon per voi per lo meno non farete finta di ascoltarmi ne mi sentirò  in colpa per aver parlato troppo ed aver monopolizzato il vostro tempo e le vostre energie.</p>
<p>Ora devo andare mi aspetta un nuovo corpo a corpo in laboratorio, problemi con i preventivi per una ricerca che di sicuro cambierà le sorti dell&#8217;umanità (ma de chè).</p>
<p>Mi raccomando buona vità a tutti, il sole è alto l&#8217;aria e calda quindi già metà del lavoro è fatto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Blog in pausa di riflessione</title>
		<link>http://rimmel.terzoocchio.org/2009/06/28/blog-in-pausa-di-riflessione/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 17:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Donne sull'orlo di una crisi di nervi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il lavoro e lo studio assorbono tutte le mie energie mentali, ci vedremo in acque più calme e in tempi più favorevoli.
Un abbraccio a tutti  

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il lavoro e lo studio assorbono tutte le mie energie mentali, ci vedremo in acque più calme e in tempi più favorevoli.</p>
<p>Un abbraccio a tutti <img src='http://rimmel.terzoocchio.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-227" title="divano" src="http://rimmel.terzoocchio.org/wp-content/uploads/2009/06/divano-300x190.jpg" alt="divano" width="400" height="250" /></p>
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		<title>Così è se vi pare</title>
		<link>http://rimmel.terzoocchio.org/2009/04/26/cosi-e-se-vi-pare/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 12:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[scatti di vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimamente i fine settimana stanno diventando una battaglia al disordine accumulato durante la settimana.
Con il mio compagno ci armiamo di aspirapolvere, piumino e spazzolone. L&#8217;ardua lotta si svolge per tutta la mattina: bagno da pulire, polvere da catturare, bucato da fare lenzuola da cambiare.
Il tutto farcito da scherzi, chiacchiere e l&#8217;immancabile colonna sonora.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente i fine settimana stanno diventando una battaglia al disordine accumulato durante la settimana.</p>
<p>Con il mio compagno ci armiamo di aspirapolvere, piumino e spazzolone. L&#8217;ardua lotta si svolge per tutta la mattina: bagno da pulire, polvere da catturare, bucato da fare lenzuola da cambiare.</p>
<p>Il tutto farcito da scherzi, chiacchiere e l&#8217;immancabile colonna sonora.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-224" title="pulizie" src="http://rimmel.terzoocchio.org/wp-content/uploads/2009/04/pulizie.jpg" alt="pulizie" width="390" height="346" /></p>
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		<title>Ricordando perchè</title>
		<link>http://rimmel.terzoocchio.org/2009/04/25/ricordando-perche/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 07:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Italian history X]]></category>

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		<description><![CDATA[ALLE FRONDE DEI SALICI
E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo ?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.
(Salvatore Quasimodo, “Giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ALLE FRONDE DEI SALICI</p>
<p>E come potevamo noi cantare<br />
con il piede straniero sopra il cuore,<br />
fra i morti abbandonati nelle piazze<br />
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento<br />
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero<br />
della madre che andava incontro al figlio<br />
crocifisso sul palo del telegrafo ?<br />
Alle fronde dei salici, per voto,<br />
anche le nostre cetre erano appese,<br />
oscillavano lievi al triste vento.</p>
<p>(Salvatore Quasimodo, “Giorno dopo giorno”, 1947)</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-218" title="non_ti_scordar_di_me" src="http://rimmel.terzoocchio.org/wp-content/uploads/2009/04/non_ti_scordar_di_me-300x225.jpg" alt="non_ti_scordar_di_me" width="300" height="225" /></p>
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		<title>Laboriosità operaia</title>
		<link>http://rimmel.terzoocchio.org/2009/04/24/laboriosita-operaia/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 11:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Follie preferenziali]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dalle tende arancioni e blu filtra un raggio di sole ambasciatore di una buona giornata.
Il mio umore, se pur pessimo prima del solito salvifico caffè, accenna ad uno sprizzo di gioia. Giornata piena quella di oggi: lezioni fino alle 18:00 e nella pausa pranzo dovrei ultimare i dati per un articolo.
Quel raggio di sole, sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-210" title="nuvole-allorizzonte" src="http://rimmel.terzoocchio.org/wp-content/uploads/2009/04/nuvole-allorizzonte.jpg" alt="nuvole-allorizzonte" width="400" height="300" /></p>
<p>Dalle tende arancioni e blu filtra un raggio di sole ambasciatore di una buona giornata.</p>
<p>Il mio umore, se pur pessimo prima del solito salvifico caffè, accenna ad uno sprizzo di gioia. Giornata piena quella di oggi: lezioni fino alle 18:00 e nella pausa pranzo dovrei ultimare i dati per un articolo.</p>
<p>Quel raggio di sole, sempre più ammaliatore mi incanta con i suoi giochi di luce mattutini. Una strana idea mi balza per la testa.</p>
<p>La parte di me dedita al lavoro e al dovere mi ammonisce. Vedo i miei genitori teletrasportarsi da 800km di distanza e rimproverarmi a proposito del sacrificio, del lavoro, serietà ed orgoglio operaio.</p>
<p>La stanchezza accumulata nell&#8217;ultimo anno fa da contrappeso alla bilancia dei doveri.</p>
<p>Decisamente troppo bella questa giornata per vederla tramontare da un laboratorio.</p>
<p>Il mio compagno sta mettendo sul fuoco la moka, borbottando contro i soliti incontrollabili schizzi di caffè sparsi sul fornello.</p>
<p>Lampo di genio. Ci serve decisamente una pausa. Uno strano sorriso ammaliatore si stampa sul mio viso e con l&#8217;aiuto di una doccia calda lo convinco ad una giornata di stop.</p>
<p>Non so se abbia avuto la meglio lo stress o il mio incredibile charme, sta di fatto che una bella passeggiata al mare non potrà impedirmela nemmeno il nuvolone che vedo all&#8217;orizzonte.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>bosco incantato</title>
		<link>http://rimmel.terzoocchio.org/2009/04/23/bosco-incantato/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 23:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Il mondo che vorrei]]></category>

		<category><![CDATA[scatti di vita]]></category>

		<category><![CDATA[Caprarola]]></category>

		<category><![CDATA[lago di vico]]></category>

		<category><![CDATA[monte venere]]></category>

		<category><![CDATA[riserva naturale]]></category>

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		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-204" title="monte venere" src="http://rimmel.terzoocchio.org/wp-content/uploads/2009/04/img_1228.jpg" alt="monte venere" width="400" height="600" /></p>
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		<title>Terremoto</title>
		<link>http://rimmel.terzoocchio.org/2009/04/09/terremoto/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 16:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Donne sull'orlo di una crisi di nervi]]></category>

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		<description><![CDATA[Questi giorni siamo stati spettatori attoniti di un immensa catastrofe che con molta probabilità poteva essere evitata o comunque limitata nel numero di vittime.
Dopo le lacrime ho riflettuto molto su quanto scrivere, evitando il solito sciacallaggio che ho visto da parte di troppi media.
Questa tragedia si è consumata a pochi metri da casa mia, ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questi giorni siamo stati spettatori attoniti di un immensa catastrofe che con molta probabilità poteva essere evitata o comunque limitata nel numero di vittime.</p>
<p>Dopo le lacrime ho riflettuto molto su quanto scrivere, evitando il solito sciacallaggio che ho visto da parte di troppi media.</p>
<p>Questa tragedia si è consumata a pochi metri da casa mia, ed anche se non so cosa significhi essere inghiottiti dalla terra, ricordo il terrore che ho provato quella mattina quando, pensavo che due miei cari amici potessero essere coinvolti. Poche ore dopo mi sono messa in contatto con loro, che per una serie di circostanze fortunate non erano all&#8217;Aquila e nella gioia mi sono quasi sentita colpevole.</p>
<p>C&#8217;è chi però la tragedia l&#8217;ha vissuta e la vive ed evitando ogni banalità lascio spazio alle parole di <a href="http://miskappa.blogspot.com/">Anna</a> alias <a href="http://miskappa.blogspot.com/2009/04/laquila-non-ce-piu.html">MissKappa </a>alla quale mando un grosso bacio.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>It&#8217;s not possible</title>
		<link>http://rimmel.terzoocchio.org/2009/04/01/its-not-possible/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 22:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Follie preferenziali]]></category>

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		<description><![CDATA[
Danza  rituale nel mettermi un paio di jeans al volo, seguiti dal solito maglioncino scollo a v e scarpe da tennis. Passo distrattamente davanti al minuscolo specchio di un altrettanto minuscolo bagno.
Il pallore del mio viso, solitamente olivastro, mi fa soffermare qualche minuto in più su un volto che mi guarda e che non riconosco. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-188" title="tacchi_a_spillo" src="http://rimmel.terzoocchio.org/wp-content/uploads/2009/04/tacchi_a_spillo.jpg" alt="tacchi_a_spillo" width="352" height="264" /></p>
<p>Danza  rituale nel mettermi un paio di jeans al volo, seguiti dal solito maglioncino scollo a v e scarpe da tennis. Passo distrattamente davanti al minuscolo specchio di un altrettanto minuscolo bagno.</p>
<p>Il pallore del mio viso, solitamente olivastro, mi fa soffermare qualche minuto in più su un volto che mi guarda e che non riconosco. Due grandi occhi color nocciola mi guardano, quasi imbarazzata distolgo lo sguardo e sorrido. Alle volte dimentico di essere una donna sull&#8217;orlo dei trenta.</p>
<p>Da eterna adolescente non mi riconosco in questo corpo da donna.</p>
<p>Falsa ingenuità coperta da un filo di fard e matita nera.</p>
<p>Le occhiaie, regalo di una notte brava, mi riportano a quando tutti i sabati non rincasavo prima dell&#8217;alba. Scarpe in mano cercando di non svegliare i miei nella stanza di fianco alla mia. La luce che puntuale si accendeva non appena infilata la chiave nella serratura.</p>
<p>&#8220;Quando vivrò per conto mio sarà tutto diverso&#8221;.</p>
<p>Ora ho 27 anni, vivo ad 800 km dai miei genitori.<br />
E la sera crollo nel letto dopo una giornata di studio e lavoro.</p>
<p>Buffo, no?</p>
<p>L&#8217;altra sera sono uscita con degli amici. Qualche birra, una sigaretta e si sono fatte le tre.</p>
<p>Il risveglio. Il caffè. Tanto caffè.</p>
<p>Un viso pallido mi osserva ancora dallo specchio con quel suo sottile alone grigio sotto gli occhi.</p>
<p>It&#8217;s not possible.</p>
<p>Correttore. Fard. Lucidalabbra.</p>
<p>Il risultato non è male.</p>
<p>Infilo il cappotto e torno ad essere una donna adolescente.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ne uccide più la burocrazia che la spada</title>
		<link>http://rimmel.terzoocchio.org/2009/03/29/ne-uccide-piu-la-burocrazia-che-la-spada/</link>
		<comments>http://rimmel.terzoocchio.org/2009/03/29/ne-uccide-piu-la-burocrazia-che-la-spada/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 18:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Italian history X]]></category>

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		<description><![CDATA[Dato il periodo super pieno, attingo a piene mani dalle perle uscite dal cilindro del mio compagno.
Quanto state per leggere è uscito qualche giorno fà su Scaricabile ora allegato anche al Mucchio.
Prendetene e leggetene tutti; dal Terzoocchio di Ska.
Sono ancora palestinese e quindi, formalmente, un extracomunitario.
L’anno in cui da lassù mio padre decise di rispedirmi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dato il periodo super pieno, attingo a piene mani dalle perle uscite dal cilindro del mio compagno.</em></p>
<p><em>Quanto state per leggere è uscito qualche giorno fà su <a href="http://scaricabile.blogspot.com/2009/03/12-come-i-nani-di-gesu-volte-confondo-i.html">Scaricabile</a> ora allegato anche al Mucchio.</em></p>
<p><em>Prendetene e leggetene tutti; dal<a href="http://www.terzoocchio.org/satira/ne-uccide-piu-la-burocrazia-che-la-spada/2009/03/#more-1023"> Terzoocchio</a> di Ska.</em></p>
<p>Sono ancora palestinese e quindi, formalmente, un extracomunitario.</p>
<p>L’anno in cui da lassù mio padre decise di rispedirmi tra gli uomini, trovai questi ultimi davanti la televisione.<br />
Nacqui così per la seconda volta, ma nella scelta della terra da far diventar per me natìa un dubbio mi assalì:”ora che posso scegliere, non posso mica tornare in Giudea. Sotto Erode ho rischiato di venir fatto fuori a neanche due anni, poi gli amici di Roma ci sono riusciti a 33: mi hanno appeso a quattro pezzi di legno chiedendo al popolo di scegliere tra me e un ladro.”<br />
Hanno scelto il ladro.<br />
Adesso continuano ad ammazzarsi per colpa mia. Se mi vedono in giro mi fanno un culo come una Moschea, non è il caso.<br />
Io che tutto posso, decisi di vivere in un posto in cui regnava pace, armonia e tolleranza.</p>
<p>Ho scelto l’Italia.</p>
<p>Culla della tradizione umanista e sede dei miei più fedeli adepti, è la terra che più di tutte idolatrava la mia immagine, in perenne sofferenza e dolore, esposta al pubblico ludibrio all’interno di posti tristi, ma allo stesso tempo trasudanti opulenza.</p>
<p>A volte ho il dubbio di essere rinato Elvis.</p>
<p>Ma sono ancora palestinese e quindi, formalmente, un immigrato irregolare.</p>
<p>L’anno in cui nacqui era in vigore una norma che mi riportò la memoria indietro di secoli: volevano impedire ai bambini di esistere. A suon di “obblighi per il cittadino straniero di esibire il permesso di soggiorno in sede di richiesta di provvedimenti riguardanti gli atti di stato civile”, iniziarono a scomparire bambini. Erano in giro, erano dappertutto, sudici, lerci, sporchi, vivevano sotto cartoni con poco cibo e sniffando colla. Genitori stranieri privi di permesso di soggiorno non potevano certificare la nascita dei propri figli. Bambini inesistenti per lo Stato, che pur li accoglieva, ma non voleva né vederli né sentirli. E dalla nuova Maria irregolare, dopo un parto clandestino, nacqui io. Un Gesù senza nome, senza uno Stato, senza una dignità. Un Gesù apolide. <em>A stateless Jesus</em>.</p>
<p>L’hanno retoricamente accostata alla leggendaria Strage degli innocenti di Erode, raccontata solo dal vangelo di Matteo e di cui in realtà non vi sono neanche tracce storiche evidenti. Ma Erode era un pivello, questo sì che è un sistema che funziona. È la stessa vecchia storia, che si ripete di continuo: innocenti venivano sterminati anche nei miti di Sargon, Nimrod, Mosè, Giasone, Krishna, Mordred e chiaramente nella mia.</p>
<p>Figurarsi se Erode avrebbe mai potuto attuare uno sterminio di duenni maschi del proprio popolo. Oggi, in Italia, non serve più ammazzarli. Basta farli scomparire sotto i gradini più bassi della scala sociale.</p>
<p>Ai tempi di Erode potevo essere perseguitato, ma con un nome. Adesso vengo perseguitato senza neanche sapere chi sono e perché.</p>
<p><em>“Il linciaggio è la forma di giustizia più alta”</em>, dopo millenni ancora lo sento dire da un tale Miglio. Ho provato a giocarmi la carta del “chi non ha peccato scagli la prima pietra” e oh, l’hanno scagliata per davvero. Sono talmente presi dalla padana e xenofoba caccia che non riconoscerebbero un Cristo neanche se ce l’avessero davanti. <em>“Bastoni contro l’immigrazione”</em></p>
<p>Oh no, era decisamente meglio vivere ai tempi di Erode. Se a Betlemme in quel lontano anno zero, ci fossero state le leggi vigenti in Italia mamma Maria e babbo Giuseppe sarebbero stati denunciati per <em>“Occupazione abusiva di edificio rurale” </em> (art. 633 del C.P.) fatti sgomberare e buttati in mezzo alla strada. Se si fossero affidati ad un medico sarebbero stati denunciati ed io sarei stato affidato ai servizi sociali (art. 403 del C.C.).</p>
<p>Ma sono nato in Italia e quindi, formalmente, non esisto.</p>
<p>L’Italia. Splendida terra su cui batte sempre il sole, in cui si cantano melodrammi romantici, si suona il mandolino ed in cui vige la regola del riso e del raus, del bella ciao e del sieg heil. Una singolare contraddizione di questo splendido popolo capace di tanto ed incapace di troppo, in cui con la mano sinistra ti passano una tangente e con la destra alzata inneggiano ed autorizzano la delazione e la persecuzione etnica.</p>
<p>Ed ora sono qui, di nuovo trentatreenne, deportato in carcere assieme ad un altro centinaio di rumeni stupratori, rom rapitori, cani randagi killer e negri. Accusato di associazione sovversiva (270 c.p.), offesa a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone (430 c.p.) ed offesa contro la persone del Sommo Pontefice (278 c.p.). E questo solo per aver riportato in terra la parola del Padre. A molestare ragazzini dentro una parrocchia o a fare un falso in bilancio si rischia meno. In Italia mafia, camorra, ‘ndrangheta e sacra corona unita controllano di fatto il paese e questi si preoccupano di un povero Cristo.</p>
<p>In Italia non serve più ammazzare le persone per farle sparire. Bastano le leggi.</p>
<p>E’ la burocrazia, bellezza.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anime nere</title>
		<link>http://rimmel.terzoocchio.org/2009/03/09/anime-nere/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 19:44:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Italian history X]]></category>

		<category><![CDATA[liti domestiche]]></category>

		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Finita la mimosa e le rose rosse si ritorna alla routine.
La cena da mettere in tavola, il bucato da stendere, tuo figlio che ti vomita tutto il suo disprezzo e le grida  furiose dell&#8217;uomo che hai scelto come compagno.
Questa è la vita della mia vicina di casa. O perlomeno la immagino così.
Sono seduta davanti al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finita la mimosa e le rose rosse si ritorna alla routine.</p>
<p>La cena da mettere in tavola, il bucato da stendere, tuo figlio che ti vomita tutto il suo disprezzo e le grida  furiose dell&#8217;uomo che hai scelto come compagno.</p>
<p>Questa è la vita della mia vicina di casa. O perlomeno la immagino così.</p>
<p>Sono seduta davanti al computer e sento un rumore sordo dal piano di sopra, sobbalzo e corro dal mio compagno. Sguardi preoccupati. Ascoltiamo le sedie sbattute rovinosamente a terra da i nostri vicini, che sono nuovamente ai ferri corti. Non sappiano di nuovo cosa fare. I muri sottilissimi ci rendono spettatori involontari di queste liti sempre più frequenti.</p>
<p>Lui grida. Una bestia furiosa che spazza via ogni risposta, ogni confronto. Lei lo segue come una geisha fedele dai piccoli passi e dai gesti soavi. Poi i passi di lui. Le grida. I pugni sul tavolo. Il mio terrore è quello di vederle impresso sul corpo la firma di lui dal violaceo colore di un amore tradito.</p>
<p>Congetture, forse sono solo congetture le mie. La incontro sul pianerottolo, ma quasi non mi rivolge parola: i panni sporchi si lavano in casa. Quella chiamata ai carabinieri che non so mai se fare.<br />
Un uragano che si conclude in pochi minuti, con lei che se ne va da casa sua e lui che come un bambino si rifugia nella telefonata ad un amico.  La sua voce sembra quasi rotta dal senso di colpa e come il predatore che assapora quella prima, piccola, gustosa goccia di sangue, in estasi inebriato della propria grandezza affonda il morso fatale.</p>
<p>La preda cade immobile al suo volere, non più memore della propria coscienza di essere umano. Di donna, di madre.</p>
<p>Vorrei stringerla, dirle che può mandarlo al diavolo. Ma lei la signora del piano di sopra, se ne va nel suo impermeabile di velluto nero, con un ennesimo fallimento che non vuole ammettere, con una altra frattura dell&#8217;anima  già segnata da un divorzio.</p>
<p>E se ne va tra la folla, mischiando la sua disperazione alla solitudine di altre mille anime nere.</p>
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