

Pericolo, rallentare
Scritto da Fra in Donne sull'orlo di una crisi di nervi
La borsa crolla, i ragazzi si picchiano per strada, gli immigrati vengono inseriti tra le raccolte punti del supermercato, la Carfagna va a Matrix, il governo è sempre in mano al Berlusca, gli esami, lavori da consegnare, la casa, gli amici, i libri, la play, i dottori, le guerre, le brutte notizie, le belle notizie.
Tutto mi frulla in testa, salto da un pensiero all’altro, mi capita di perdermi nel mio marasma facendo la figura del pesce lesso. Vorrei riordinare la mia mente sempre a lavoro, ma sono talmente frastornata che non riesco a fare neanche quello.
Dovrei mettere a punto alcune relazioni di lavoro, ma quando apro il portatile non so neanche da dove partire. Non riesco a liberare la mente: tisane e il raggiungimento dell’Om non hanno alcun effetto su di me.
Non tutti quelli che mi sono attorno si sono resi conto del mio terremoto interno, le cui scosse di assestamento si stanno protraendo da alcun mesi. C’è chi continua a fare domande, a volere un pezzettino di me. Io vorrei chiudere le porte e riprendere fiato. Ma non si può. E ogni mattina - dopo il caffè - si ricomincia:
la casa da finire, la campagna, il lavoro, l’università, meglio comperare o vendere?, che ne pensi della crisi economica, a quanto arriverà il pertrolio a barile?, le date degli esami, i bandi di concorso, le scadenze, l’operazione, il telefono, le bollette.
In fondo non mi lamento. Mi sento viva, solo che a volte vorrei un pò di tregua e per fortuna arriva la sera a cena. E poi la notte tra le braccia del mio amore.
tradizioni agonizzanti
Scritto da Fra in Raccontami una storia
Il mio paese dove per tutto il resto dell’anno non accade mai nulla, dalla fine di agosto fino ai primi di dicembre si tinge di marrone, verde rosso e giallo.
Si inizia in settembre con la raccolta delle nocciole, dove vengono messe da parte comode infradito e abitini in lino, per lasciare il posto a scarponi e pantaloni militari. Uomini e donne si alternano in una forsennata attività agricola d’altri tempi, rastrelli macchine agricole e trattori la fanno da padroni in paese.
Il gioco dei colori prosegue fino ai primi di novembre quando sacchi di castagne riempiono le cantine del paese, facendo compagna ad un vino novello che da poco riposa nelle botti casalinghe.
Questo periodo di vita contadina in cui, tutti con i nostri macchinari ultimo tipo, fingiamo di essere tornati a quarant ‘anni or sono, si onclude con la raccolta del frutto sacro, quello che ci donera’ l’olio per tutto l’anno.
Con la raccolta degli ulivi si conclude la stagione contadine caprolatta, tutti dimentichiamo le nostre origini contadine e ritorniamo alle macchine di grossa cilindrata, agli abiti firmati e alle immancabili veline.
Da definire
Scritto da Fra in Donne sull'orlo di una crisi di nervi
Sole, pioggia, vento.
Montagna, mare, pianura, ulivi.
Valigia sempre sotto il letto, vestiti sparsi per la stanza. L’autunno è arrivato ed io sto andando così di corsa che quasi mi perdo la sua danza di colori.
Un giorno da una parte, un giorno da un altra. Lavoro, un uscita con gli amici, un film horror che mi ha fatto ridere tutto il tempo, un salto al negozio di scarpe, una sana nuotata in piscina, thè con le amiche, una sbronza colossale, passare in segreteria, moduli e bandi. I nuovi jeans, fissare un intervento che mi fa paura, stare un pò sola con me stessa, perdermi nelle tue braccia.
La stazione, il paesaggio che cambia, gli ulivi :sono finalmente a casa. Sono finalmente da te.
Leggo, gioco alla play.
Pranzo in osmiza , passeggiata sul Rilke. Guardo il mare così blu, guardo l’autunno che mi saluta. Il mio mese, quello in cui sono nata contro ogni previsione.
Una vita da definire, un anno che sembra finire, tanti progetti da iniziare.
Mi accendo una sigaretta.
Donami un sorriso
Scritto da Fra in Quello che le donne direbbero
Semplice ottimismo.
Questa mattina al mio risveglio, difronte ad un triplo caffè, per la prima volta dopo settimane terrificanti mi sono sentita fiduciosa, ottimista.
Non sto ad annoiarvi su quanto gli avvenimenti di questi ultimi mesi , abbiano messo a dura prova il mio ottimismo. Serie di eventi sfortunati si sono intrecciati minando il mio già precario equilibrio psichico e in alcune occasioni lasciandomi stesa a terra, contusa, ferita e dolorante. Un angelo ti porge la mano, un buon libro ti fa sognare e le immancabili colonne sonore dei miei umori mi davano la forza di leccarmi le ferite.
Ripartire, nuovi passi, una nuova vita. Questo quello che ti ripeti e in cui cerchi di credere. Non cè la faccio più , l’unica nenia che ti pulsa in testa.
Poi però arriva un giorno come oggi: il sole, la brezza autunnale, un sms che ti fa ridere di gusto e allora pensi che magari si può fare, decisamente passerà questo periodo un pò strano, puoi superare anche questa e allora mi affaccio alla finestra guardo i miei fiori e mi regalo un sorriso. Tutto per me e per la mia stana, complicata e splendida vita.
Le foglie di settembre
Scritto da Fra in Raccontami una storia
Una leggera brezza le scuote, fredda pioggia le bagna e loro nei loro abiti rossi, gialli e verdi danzano nel bosco.
La luna piena le illumina e il loro saba ha inizio.
Il vento si fa più forte ma non toglie alle streghe degli alberi la loro eleganza. Un cammino dalla cime alla fredda terra percorso con piccoli vortici, saltelli ed inchini degni delle più aggraziata incantatrice.
Gli alberi si inchinano, il suolo le reclama, il vento le conduce. Un connubio lungo una stagione che si conclude con una danza.
I boschi d’autunno mi danno tutto questo, la loro nenia mi culla, i mie intricati pensieri trovano le fila e nel loro cuore alzo gli occhi e mi rendo conto che una nuova stagione ha inizio.
Lavoro mode
Scritto da Fra in Donne sull'orlo di una crisi di nervi
Questo ultimo periodo ho un po’ trascurato la mia creatura , nonché tutti voi incontrati lungo il cammino di questi mesi, vecchie e nuove conoscenze con le quali ho condiviso emozioni, arrabbiature e risate.
Nel periodo in cui sono mancata, non ho potuto fare la favolosa vacanza che sognavo, ma non voglio di nuovo annoiarvi con i tristi aneddoti degli ultimi mesi. Per fortuna , ci sono state delle bellissime giornate anche se non ero distesa in una spiaggia caraibica, ma in un lembo di sabbia un metro per un metro in compagnia di amici straordinari. Per non parlare delle clamorose dormite ,con tanto di colazione a letto, gentilmente concessa dal mio dolce compagno.
Il ritorno alla realtà è stato segnato dalla disperata ricerca di un lavoro, durante la quale ho incontrato persone di tutti i tipi. La conclusione sempre la stessa :” sei giovane, non hai una famiglia, allora perchè pensare al vil denaro, meglio far arricchire i tui datori di lavoro facendoti pagare 150€ al mese.”
Chi gli e lo spiega che devo mantenermi l’università e le borse di studio non bastano a pagare l’affitto. Cmq per i prossimi mesi avrò ancora un tetto sulla testa. Nell’attesa di momenti migliori continuo a parassitare il mio compagno .
Per il prossimo mese non sarò molto presente, non perché vagherò per la città senza meta, ma per adempiere al mio dovere da precaria fino in fondo andrò a farmi sfruttare dal mia relatrice .
Rullo di tamburi forse mi rimborseranno le spese.
Come dire ,sperando che il prossimo post che scriverò sarà sulla fine della mia condizione da precaria vi abbraccio tutti e non pensate che mi sia dimenticata di voi.
Questa nostra domenica
Scritto da Fra in Quello che le donne direbbero
Il vento che soffia tutta la notte, lui che come un cucciolo si agita nel letto. E’ mattino e con qualche moina riesci a farti preparare la colazione. Una doccia per avviare la giornata. Un sorrisetto che ti si stampa in faccia e non ne conosci la ragione. Visita al piccolo balcone, nonché l’unico del nostro bilocale, per salutare la mia piccola giungla.
Lui che armeggia con la Play che non vuole più funzionare. Io che sono indecisa tra mare e studio, la scelta sembra facile. Vince il compromesso.
L’idea di un gustoso pranzetto tutto per noi, viziarti mi piace. Essere viziata è ancora meglio.
Ricevere i complimenti per il nuovo costume, fingo imbarazzo ma è divertente.
Sentire i sui occhi che mi osservano quasi di nascosto mi affascina.
Dedicami ancora una canzone in questa nostra domenica.
Afferra la mia mano
Scritto da Fra in Raccontami una storia
Saranno stati alcuni dei vostri commenti, sarà il dolore allo stomaco che mi prende quando penso alla situazione con mio padre o sarà il fatto che non voglio ripetere gli stessi errori che lui ha fatto con mio nonno chiudendogli il suo cuore per più di cinque anni.
L’altro giorno ci siamo parlati, la cosa è stata molto strana, quasi non fosse mai accaduto nulla. Tipico di mio padre chiedere scusa tra le righe, io sono diventata bravissima a leggere tra le righe in questi anni.
Non so forse per ora è meglio così, in fondo vivo a 800 km di distanza e sto vivendo la mia vita, o almeno ci provo.
Io non riesco ad iniziare una nuova guerra, non ne ho le forze, sarò diventata una codarda, ma ho deciso di continuare a vivere la mia vita facendo il possibile per includervi dentro anche i miei genitori.
Non ho la minima intenzione di rinunciare ai miei sogni per amore loro, finirei per morire ed odiarli. Magari capiranno chi sa, sono un ottimista.
Se vogliono entrare io lascerò la porta del mio cuore aperta, prima o poi mi accetteranno per come sono e soprattutto la finiranno di voler decidere per me in nome del mio bene. Dovevano capirlo che ero un carattere indipendente: già a due anni non sopportavo di mettermi i vestitini e le scarpette che mia madre scegliea per me, figurasi scegliere il corso di una vita intera.
In fondo non sono una cattiva figlia, solo che non sopporto di essere in gabbia sono uno spirito libero, questa condizione è fondamentale per me.
Ricominciare
Scritto da Fra in Raccontami una storia
Una valigia da svuotare, idee da riordinare, una scottatura sul naso, amici sulla spiaggia, risate , bevute e una brutta lite con mio padre: questo e il bilancio della prima quindicina d’agosto.
Le ferie vere e proprie non le ho fatte mi sono però concessa mare e stelle con gli amici, risa e giochi, sogni e bilanci degli ultimi mesi. I bilanci sono sempre strani e i confronti spesso si riducono in una gara a chi è più bravo. Io mi chiamo fuori ed osservo le stelle,coperta e birra sdraiata accanto al mio compagno.
Punti luminosi che solcano il cielo sono la speranza di sogno. La scia non so dove mi porterà.
Ferragosto è stata una giornata stupenda, onde da cavalcare, beach volley con delle papere da olimpiade, scottatura finale su naso e spalle. La compagnia era quasi al completo e per un giorno sono state accantonate le guerriglie interne: mare e sole hanno vinto, la mediazione non è stata facile ma ne è valsa la pena.
Tutto questo quadretto idilliaco è stato guastato dalle solite incomprensioni che ci sono tra me e mio padre, più o meno da quando ho iniziato a sviluppare dei pensieri propri. Non condivide la mia vita e le mie scelte, la cosa peggiore è che mia madre è presa tra due fuochi. In realtà io cerco sempre un dialogo con lui, ma scontrarsi con una montagna fa sempre male e spesso le ferite sono più profonde del solito. Con la morte nel cuore ho raccolto i pezzi e deciso di proseguire per la mia strada anche se per mio padre equivale ad alto tradimento. Sono stata processata, condannata ed estradata. Il dolore è tanto, il sale brucia sulle ferite, ma io voglio proseguire il mio cammino e scegliere la mia strada. Forse un giorno accetterà questa pazza di sua figlia.
Spaccata a metà
Scritto da Fra in Raccontami una storia
Son scesa dal treno ed è stato colpo di fulmine.
Era li per me, in tutta la sua maestosa bellezza. La sua forza rassicurante ha spazzato via poco a poco la tensione accumulata in questi mesi, per lasciare spazio a pace e serenità. I miei occhi brillavano al solo guardare tanta perfezione, solida roccia circondata da verde speranza. Il tempo sembra essersi fermato, forse resterò qui per sempre.
Devo ammettere che ci ho pensato, ma poi il mio vecchio amante si fa strada nei miei pensieri.
Il sole me lo ricorda. Il suo abbraccio, il brivido lungo la schiena quando sfiora la mia pelle, io che mi perdo nelle suo profondità . Poco a poco svela una parte di se, mi concede di vivere le sue meraviglie, i suoi tesori. Mi regala un tramonto .
E’ cosi grande, sempre in movimento . Forza , calme furore.
Ma come ho potuto pensare anche solo per un attimo di poter vivere lontano da lui?
La montagna è bellissima, fiori alberi e tranquillità ma il mio amico mare è la mia forza non potrei vivere senza si lui.
Miei cari il mio amore mi chiama, avrò poco tempo per voi visto che c’è anche la tappa famigliare. Baci a tutti voi cercherò di farmi viva. Godetevi il sole. ![]()







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