05 8th, 2008

Fotografia di un deserto Afgano
Sovraesposizioni confidenziali

Com’è pesante lo scialle del dolore
pieno di scritte nuove, sui ricami
intrecciati dalla seta,
colorata dal sangue della portinaia.

La figlia di Dio alita sui fuochi fatui
pestando questa terra acciottolata
invasata da uomini,
ricca di benpensanti ciottoli

La figlia di Dio lancia anatemi di guerra
l’uomo medicina semina idee salvifiche
su nuove e vecchie immagini
che arrivano da una terra troppo lontana.

Le interpretazioni univoche sbiadiscono la carta
si manifestano nella didascalia dell’uomo teologia.
Donne dagli occhi rossi e occhiaie di silenzio
e rughe di pena senza ombra di sogno

Storie senza sorriso e spose vestite di rosso
accecano le dissertazioni dell’uomo filosofia
in clima di ossa arenate in duplice pianto
quando il candore muore sulle grinze della pelle

Non ci sono veli a coprire il volto pagante
con quattro miseri soldi l’uomo della giustizia
tra le dune di sabbia gli scorpioni corrono
sulla rena bombardata tutta la pena degli uomini.

E tu August dove sei?

Guarda come vola bugiardo
l’uccello della compassione
travestito da figlio di Dio.

Lo vedi August come hanno lasciato i nostri debiti alle tue spalle?

Cento anni e ancora sette e non è cambiato niente.
Mi stanno vendendo sogni
e scarpe strette con cui andare
per un dove non so dove
indietro e incontro al tempo contemporaneamente

per scivolare dentro la sorgente del male

Sembra un lancio di vita questa sofferenza
incorniciata alle pareti
Sembra un volo di polvere questo burka candido
mimetizzato nell’ombra bianca di un arroventato silenzio
Sangue di Kandahar nel tramonto
e un otto per mille da donare
per queste bugie travestite di carità cristiana

Hai ancora dubbi August?

Silenzio

Non dici nulla August?

La vedi la domanda trasfigurarsi in risposta
nell’ennesima fuga della figlia di Dio?

Lo vedi? C’è sempre una moneta piena di sogni
sopra una cambiale vera e ancora un pagherò
che pagheranno i figli che abbiamo dimenticato

e scivola

scivola sulla duna
il piede di un tramonto.

Percorsi e riflessioni tra sogno e realtà in compagnia di Strindberg.

di Raffaela Ruju (che ho l’onore di avere come amica)



i pensieri di oggi…

Author: Fra
04 21st, 2008

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(Martha Medeiros)

non è di Neruda come credono in tanti,Mastella compreso