Lavoro mode

Author: Fra
09 3rd, 2008

Questo ultimo periodo ho un po’ trascurato la mia creatura , nonché tutti voi incontrati lungo il cammino di questi mesi, vecchie e nuove conoscenze con le quali ho condiviso emozioni, arrabbiature e risate.

Nel periodo in cui sono mancata, non ho potuto fare la favolosa vacanza che sognavo, ma non voglio di nuovo annoiarvi con i tristi aneddoti degli ultimi mesi. Per fortuna , ci sono state delle bellissime giornate anche se non ero distesa in una spiaggia caraibica, ma in un lembo di sabbia un metro per un metro in compagnia di amici straordinari. Per non parlare delle clamorose dormite ,con tanto di colazione a letto, gentilmente concessa dal mio dolce compagno.

Il ritorno alla realtà è stato segnato dalla disperata ricerca di un lavoro, durante la quale ho incontrato persone di tutti i tipi. La conclusione sempre la stessa :” sei giovane, non hai una famiglia, allora perchè pensare al vil denaro, meglio far arricchire i tui datori di lavoro facendoti pagare 150€ al mese.”

Chi gli e lo spiega che devo mantenermi l’università e le borse di studio non bastano a pagare l’affitto. Cmq per i prossimi mesi avrò ancora un tetto sulla testa. Nell’attesa di momenti migliori continuo a parassitare il mio compagno .

Per il prossimo mese non sarò molto presente, non perché vagherò per la città senza meta, ma per adempiere al mio dovere da precaria fino in fondo andrò a farmi sfruttare dal mia relatrice .

Rullo di tamburi forse mi rimborseranno le spese.

Come dire ,sperando che il prossimo post che scriverò sarà sulla fine della mia condizione da precaria vi abbraccio tutti e non pensate che mi sia dimenticata di voi.



Primo maggio

Author: Fra
05 1st, 2008

Da sempre sono stata abituata a considerare questa come una festa di sinistra. Magari è un po’ presuntuoso, visto che ci sono lavoratori anche dall’altra parte della barricata.

Dato il risultato delle ultime elezioni, il popolo sovrano dice che non si identifica più nella vecchia bandiera rossa con falce e martello, ma in quella del padrone. La bandiera è scomparsa, così come l’idea che rappresenta, così come le feste de L’Unità in piazza. Ora tutti sognano uno yatch in Sardegna e una comparsata a Buona Domenica, un cellulare che fa anche popcorn, un viaggio a Cancùn e di indossare l’ultimo modello di Dolce e Gabbana. Sembra quasi che se non abbiamo un televisore a farci da specchio non riusciamo a riconoscere l’immagine di sè stessi. O forse ci siamo sperduti per sempre nei suoi pixel?
Sono veramente questi i sogni a cui ambiscono i giovani italiani?

Ho 25 anni e lavoro da quando ne ho 14. Ho visto i miei genitori alzarsi alle quattro del mattino tutti i giorni, mia nonna spaccarsi la schiena raccogliendo nocciole, amici farsi sfruttare lavorando al call center o facendo i manovali.

Sono una studentessa che sta facendo i salti mortali per cercare di realizzare il sogno di una vita, ma l’ombra di un futuro quanto meno precario è sempre in agguato. Si parla di precariato, di lavoro in nero, di morti bianche ma i fatti sono pochi.

Il mio augurio va a tutte quelle persone che ogni mattina si alzano per cercare di far bene il loro lavoro e a tutti quelli che continuano a lottare per averne uno. Quelli che mandano il loro curriculum a destra e a manca, a tutti quelli che sono stufi di fare stage non pagati, a quelli che hanno la rata del mutuo da pagare, a quelle donne che vorrebbero essere madri, ma anche donne in carriera e chiedono più asili nido per i loro figli.

Buon primo maggio a tutti voi.

Il Quarto Stato