libertà in catene

Author: Fra
05 12th, 2008

Dopo un lungo week-end di totale astinenza da schermo e tastiera eccomi di nuovo qua, che tento di fare il bilancio di questi giorni.

Oggi non vi annoio con i soliti discorsi sul sole, o su quanto sono fuori di testa questo periodo. Il tempo credo segua l’andamento della cara penisola e che sono fuori di testa credo si sia capito da un po’.

Oggi facendo salti di pensiero vari, mi capita spesso di perdermi, pensavo al concetto della parola libertà.

Ma poi che significa?

Siamo veramente liberi?

Sono discorsi da folli?

Non lo so. Quello che credo è che, giriamola come vogliamo, anche la persona più disinibita se pur in maniera inconscia si comporta seguendo delle regole: sociali; civili; morali .

Facciamo i rivoluzionari, vogliamo il Tibet libero e poi non combattiamo per la libertà di stampa nel nostro paese.

Facciamo i nostalgici del 68, credendo che basti portare i dread (rasta) e portare una maglia con una foto sbiadita del Che quando poi siamo schiavi di un videotelefonino che fa anche la ceretta .

Siamo donne moderne, decidiamo con chi fare sesso, che lavoro fare e di interrompere una gravidanza. Siamo emancipate, anche se consideriamo mentalmente inferiore chi fa la velina e poi diventa ministro.

Ci sono persone che si vantano di dire tutto in faccia, anche a loro svantaggio, ma è così facile dare dell’incompetente a qualcuno se ci dividi la scrivania tutti i giorni a lavoro. Prevale il proprio diritto di esprimere una libera opinione o il buon senso?

Non so forse ho scritto una marea di sciocchezze, forse il prezzo della libertà è proprio il compromesso.

La libertà astratta, come le altre astrazioni, non esiste.Edmund Burke (1729-1797), politico inglese.