

133 volte no!
Author: Fra
L’autunno è il mese delle riflessioni, della nostalgia, di ciò che è stato, di ciò che avrebbe dovuto essere, di ciò che abbiamo perso per strada.
Nel giorno del mio ventiseiesimo compleanno osservo con la morte nel cuore un paese stremato, giunto al giro di boa, allo sbando e governato da un manipolo di ipocriti incompetenti.
L’istruzione già duramente colpita dal decreto Moratti, incassa l’ultimo colpo inflittole dalla campionessa dei pesi piuma:Maria Star Gelmini. Lo sfidante non ci sta, non si dichiara vinto, raccoglie le ultime forze, fa fondo alla poca dignità che gli resta e scende in piazza; occupa le scuole, le università. Docenti, maestri, ricercatori, studenti, genitori, scendono tutti in campo per restituire quel briciolo di dignità alla scuola pubblica affinche non diventi un ghetto, un riciclaggio di corsi di laura, un accozzaglia di niente.
“Anche l’operaio vuole il figlio dottore” .
Il primo giorno di università i miei genitori avevano le lacrime agli occhi, figlia di operai a loro volta figli di contadini, la prima della famiglia che fa il grande salto. Che dire della prima volta che il mio nome è comparso su di una ricerca. Come glielo spiego che ora le porte sono chiuse, per dirla in breve “chi c’è c’è chi non c’è non cè, chi è stato è stato e chi stato non è”.
Per chi ha lottato prima di me, per i sacrifici della mia famiglia, per i miei sudori mi regalo un sogno scenderò in piazza, occuperò, griderò non mi arrendo. Nessuno può toglierci il diritto di studiare, di sognare in un domani migliore.
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