Anime nere

Author: Fra
03 9th, 2009

Finita la mimosa e le rose rosse si ritorna alla routine.

La cena da mettere in tavola, il bucato da stendere, tuo figlio che ti vomita tutto il suo disprezzo e le grida  furiose dell’uomo che hai scelto come compagno.

Questa è la vita della mia vicina di casa. O perlomeno la immagino così.

Sono seduta davanti al computer e sento un rumore sordo dal piano di sopra, sobbalzo e corro dal mio compagno. Sguardi preoccupati. Ascoltiamo le sedie sbattute rovinosamente a terra da i nostri vicini, che sono nuovamente ai ferri corti. Non sappiano di nuovo cosa fare. I muri sottilissimi ci rendono spettatori involontari di queste liti sempre più frequenti.

Lui grida. Una bestia furiosa che spazza via ogni risposta, ogni confronto. Lei lo segue come una geisha fedele dai piccoli passi e dai gesti soavi. Poi i passi di lui. Le grida. I pugni sul tavolo. Il mio terrore è quello di vederle impresso sul corpo la firma di lui dal violaceo colore di un amore tradito.

Congetture, forse sono solo congetture le mie. La incontro sul pianerottolo, ma quasi non mi rivolge parola: i panni sporchi si lavano in casa. Quella chiamata ai carabinieri che non so mai se fare.
Un uragano che si conclude in pochi minuti, con lei che se ne va da casa sua e lui che come un bambino si rifugia nella telefonata ad un amico.  La sua voce sembra quasi rotta dal senso di colpa e come il predatore che assapora quella prima, piccola, gustosa goccia di sangue, in estasi inebriato della propria grandezza affonda il morso fatale.

La preda cade immobile al suo volere, non più memore della propria coscienza di essere umano. Di donna, di madre.

Vorrei stringerla, dirle che può mandarlo al diavolo. Ma lei la signora del piano di sopra, se ne va nel suo impermeabile di velluto nero, con un ennesimo fallimento che non vuole ammettere, con una altra frattura dell’anima  già segnata da un divorzio.

E se ne va tra la folla, mischiando la sua disperazione alla solitudine di altre mille anime nere.