

Così
Author: Fra

Ciao mondo, o almeno una parte di esso
sto qui davanti a schermo e tastiera con l’intento di raccontare qualche tremenda disavventura e magari descrivere qualche megattera del mio laboratorio. Purtroppo mi spiace deludervi, niente storie del genere.
Chiamiamolo destino, ma subito dopo che ho scritto il post in cui dichiaravo intenti bellici, per cause tecniche con le quali proprio non vi voglio annoiare, sono ritornata al mio vecchio laboratorio che paragonato all’inferno in cui ero sembra l’anticamera dell’Eden.
Però non bisogna cantar vittoria le vecchie megere affilano le unghie ed io sto cercando di incanalare tutta l’energia positiva che posso per preparami ad affrontare l’Ade.
Umorismo a parte è veramente un bel periodo, tra poco diventerò zia e non vedo l’ora di conoscere questo nuovo esserino. Quindi che Amelia e Maga Magò si divertano pure, non riusciranno a farmi vedere questo anno come meno bello, Berlusconi a parte. Ma questa è un altra storia. Oggi c’è il sole e non voglio arrabbiarmi, quindi mi chiudo del mio eremo di biberon e pannolini e penserò domani a quanto l’Italia stia cadendo in basso.
Becitos
read comments (0)Passato e presente senza futuro
Author: Fra
Giorgio da 24 anni vede sempre le stesse 3000 facce, si sente al sicuro nel suo paesino con i soliti amici e la solita routine.
Da due anni si alza tutte le mattine alle sei per andare a lavorare a 15 km da casa. Il lavoro non lo gratifica un granché, ma glielo ha trovato un’amica di famiglia. Aveva considerato anche la carriera militare, ma non ha retto. Quindi si accontenta. In fondo si sa, da quando ci sono tutti questi extracomunitari a togliere lavoro è difficile per un giovane e volenteroso italiano trovare il posto fisso.
Il sabato ripete la stessa routine con gli amici di una vita: pizza, discoteca e alcol a fiumi. Lui è un bravo ragazzo a casa non beve mai, ma un pò di svago con gli amici che male fa.
Sono tutti ragazzi seri, d’altri tempi. Sì hanno qualche tendenza estremista, ma in fondo sono giovani. E poi ci vuole qualcuno che gliela canti a questi immigrati di merda.
Giorgio è l’orgoglio dei genitori. Il padre impiegato al comune e proprietario terriero non è mai a casa, ma la sere parlano un sacco di fronte alla tv. Commentano ogni notizia del telegiornale e gli racconta di quando gli italiani migravano all’estero. Mica erano così incivili. Dovevano fare le visite mediche ed avere un lavoro, noi sì che eravamo gente seria, mica come questi che portano droga, prostituzione e malavita. La madre casalinga, che a definirla “ottusa ignorante” le si fa un complimento, sta tutto il giorno a parlare con “la Maria”. Non quella della sfera celeste, ma quella di Canale 5. Parla, parla e aspetta la catastrofe da un momento all’altro perchè si sa, questo paese è allo sbando con tutti gli stranieri che ci sono in giro.
A completare il bel nucleo famigliare c’è una sorella ventenne che ha rischiato l’anoressia, è annoiata della vita e vive imitando Paris Hilton.
Tutti vivono assieme, ma ogniuno vive dentro se stesso. Nessuno si accorge che in camera del figlio ci sono effigi del duce e di Hitler, nessuno si accorge di quel marchio sulla pelle. Ma si sa sono ragazzate, chi sa dove le ha prese certe idee. Perchè fargli notare che osanna degli assassini? Siamo nel 2008 bisogna, guardare al futuro.
E ‘ora di cena.
“Shhh! Accendi la tv.”

